di Marta Borghese
La Repubblica, 24 agosto 2024
Scarafaggi nelle celle, radiografie mancate, richieste di trasferimento. Il soffocante agosto delle carceri piemontesi non si placa, con un’altra giornata di tensioni nei penitenziari di Ivrea e di Torino. Ieri a Ivrea, i poliziotti penitenziari in servizio hanno potuto smontare il turno soltanto dopo 16 ore a causa dei disordini. Due detenuti si sono arrampicati sul muro del cortile del passeggio, chiedendo di parlare con l’educatrice di riferimento e di essere trasferiti in un altro carcere. Al terzo piano, intanto, un altro gruppo di ristretti ha pestato a sangue un compagno, secondo il sindacato di polizia penitenziaria Osapp per ragioni di potere interne alla struttura. Al secondo piano, intanto, altri due ristretti si sono azzuffati duramente, mentre nel reparto isolamento due detenuti si rifiutavano di rientrare in cella.
Al Lorusso e Cutugno di Torino, invece, i detenuti del primo piano del padiglione B si sono rifiutati di rientrare in cella per solidarietà - hanno spiegato alla polizia penitenziaria - nei confronti di un compagno che non sarebbe riuscito a ottenere una radiografia e a causa degli scarafaggi presenti all’interno del padiglione. Il rifiuto di rientro in cella era cominciato mercoledì alla prima sezione. Si è esteso giovedì alla seconda e alla quarta, rientrando dopo la mezzanotte.
“Quasi la metà degli scontri verbali con gli agenti è dovuta al malfunzionamento dell’area sanitaria” avevano spiegato i detenuti qualche settimana fa in una lettera condivisa con Repubblica, segnalando anche le lacune di un’area educativa continuamente sotto organico. “Situazioni di stress costante”, avevano spiegato i detenuti del padiglione C autori del messaggio, che sarebbero alla base “della maggior parte delle discussioni con gli agenti”.
A fronte di 1480 detenuti (su circa un migliaio di posti disponibili) e di un sovraffollamento che in certe sezioni supera anche il 130 per cento, il personale di polizia penitenziaria è sotto organico di 204 unità, mentre gli educatori in servizio sono 14. A fine luglio, intanto, l’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica ha diffidato 102 aziende sanitarie locali a provvedere ai sopralluoghi di competenza per valutare le effettive condizioni di igiene e di profilassi, fornendo tutti i servizi socio-sanitari e attivandosi immediatamente qualora gli standard non fossero rispettati.
Ad accendere il riflettore sulle ultime tensioni e sulla carenza di personale è, ancora una volta, il sindacato di polizia penitenziaria Osapp, il cui segretario generale Leo Beneduci ricorda come “il carcere di Ivrea sia da diversi anni senza un comandante di reparto titolare, situazione che da alcuni mesi riguarda anche Torino, nonostante i 127 primi dirigenti e 234 tra dirigenti e dirigenti aggiunti in organico nell’amministrazione penitenziaria”. “Il ministro Nordio - chiude Beneduci scagliandosi contro il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - attivi un’indagine urgente sulle modalità di gestione del personale e degli istituti”.










