di Cinzia Gatti
torinoggi.it, 26 novembre 2022
“La mancanza di assistenza sociale e sanitaria viene vissuta dai detenuti come un supplemento di pena”. È questa la stringata - ma estremamente reale - sintesi fatta dal deputato di +Europa, Riccardo Magi, che questa mattina ha visitato il carcere Lorusso e Cutugno insieme al vicepresidente regionale Daniele Valle e al presidente di Radicali Italiani, Igor Boni.
Un sopralluogo che arriva nell’annus horribilis del penitenziario delle Vallette, dove si è registrato il record negativo con 80 suicidi, di cui due negli ultimi giorni. A questi si aggiungono mille tentativi, fortunatamente sventati dagli agenti, di togliersi la vita. “La cosa che più mi ha colpito - ha spiegato Valle - è che l’assistenza psicologica ai carcerati non viene garantita: l’Asl di Torino e la Regione non possono sottrarsi alla presa in carico dei detenuti”. Su quest’ultimo fronte, dopo la ristrutturazione, a gennaio sarà riaperto il Sestante, il reparto dedicato ai carcerati psichiatrici.
Mesi per una visita medica - Altro tema è quello delle visite mediche generiche: i detenuti devono attendere mesi prima di poter avere un appuntamento. “È necessario fare pressione sull’Azienda Sanitaria per avere più dottori” ha concluso l’esponente del Pd. “Il Lorusso e Cutugno - ha osservato Magi - rispecchia appieno i problemi delle carceri italiani, dal sovraffollamento alla percentuale drammatica di tossicodipendenti”.
Oltre 600 tossicodipendenti - “Sono 600 - ha aggiunto l’esponente di +Europa - le persone con dipendenza, a cui non si riesce a dare una risposta e vivono in uno stato di prostrazione per non riuscire ad avere un primo contatto con il Sert, se non dopo 2 mesi”. “I tossici non devono stare in carcere. Faccio un appello al ministro Nordio perché si faccia qualcosa di concreto: gli sforzi economici non possono limitarsi alla ristrutturazione della struttura, c’è da premere su misure alternative”, ha concluso Magi.
68% di recidiva - L’evidenza è che sono necessari degli interventi la dà il numero di ingressi al Lorusso e Cutugno: ogni anno sono 3mila coloro che varcano i cancelli. Il tasso di recidiva, cioè di chi commette nuovamente reato, è del 68% quindi piuttosto elevato. C’è addirittura il caso estremo di un detenuto che ha commesso una rapina solo per tornare in cella, dove ormai aveva costruito il suo equilibrio.
Sovraffollamento - “Al Lorusso - ha osservato Boni - ci sono 1.444 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 1.118: questo carcere è molto più grande di tantissimi Comuni del Piemonte”. “Ci più di 600 stranieri - ha aggiunto - ed appena due mediatori culturali: lo stesso numero del minorile Ferrante Aporti, per 35 ragazzi. Gli educatori sono solo 14: non siamo sotto organico, ma sono quelli previsti per legge. Questa struttura non serve a rieducare nessuno”.










