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di Simona Lorenzetti

Corriere di Torino, 26 luglio 2023

Al Lorusso Cutugno 26 aggressioni in soli sette mesi e 2 suicidi in 15 giorni. I sindacati: “Qui è una bolgia”. Materassi dati alle fiamme, medici e poliziotti picchiati. Telefonini sequestrati nelle celle e due suicidi nel giro di 15 giorni. L’estate del carcere di Torino è sempre più “rovente” e, dopo aver invocato l’intervento dell’esercito, adesso i sindacati di polizia penitenziaria chiedono anche l’istituzione di un commissario straordinario. Dall’inizio dell’anno al Lorusso e Cutugno si sono verificate 26 aggressioni ai danni degli agenti con 28 operatori feriti. Gli ultimi sono stati aggrediti dal detenuto che a Velletri ha ucciso il suo compagno di cella.

Materassi dati alle fiamme, risse, scrivanie ribaltate, medici e poliziotti picchiati. Senza contare telefonini sequestrati nelle celle e due suicidi nel giro di 15 giorni. L’estate del carcere di Torino è sempre più “rovente” e, dopo aver invocato l’intervento dell’esercito, adesso i sindacati di polizia penitenziaria chiedono anche l’istituzione di un commissario straordinario.

Dall’inizio dell’anno al Lorusso e Cutugno si sono verificate 26 aggressioni ai danni degli agenti con 28 operatori feriti. Gli ultimi sono stati aggrediti dal “solito” detenuto di 26 anni che a Velletri ha ucciso il suo compagno di cella. E, da quando è stato trasferito a Torino, sta creando disordini quotidiani. Un agente e un’ispettrice sono finiti in ospedale, ma la scorsa settimana il 26enne aveva colpito anche il medico dell’Asl che, a suo modo di vedere, non gli stava somministrando la giusta terapia. Per il sindacato Osapp la situazione è insostenibile: “Il carcere di Torino è diventato una bolgia, gli agenti non sanno più a quale santo votarsi. Non abbiamo più parole per commentare questo disastro e gli stessi medici hanno paura di svolgere servizio all’interno del penitenziario perché temono per la loro incolumità”. E aggiungono: “A Torino ci sono sempre stati detenuti psichiatrici, ma non si era mai assistito fino a oggi a tale totale immobilismo da parte dell’amministrazione”.

Il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano ha avuto un colloquio con il 26enne proprio la scorsa settimana: “Con me è stato tranquillissimo, ma mi hanno detto che poche ore dopo ha di nuovo dato in escandescenze. Rappresenta sicuramente un caso “limite” di difficile gestione, ma non bisogna generalizzare.

Da più parti si invoca il ricorso alle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ma questa persona non ha una diagnosi psichiatrica e non ci potrebbe stare. In realtà ha trascorso un periodo in una struttura e non è andata bene. Le Rems non sono necessariamente la risposta a tutti problemi del disagio mentale in carcere. Servono investimenti, anche sulla formazione degli operatori a vario livello. Ed è necessario creare nuovi percorsi alternativi alla detenzione”.

Come soluzione immediata Mellano propone la creazione di una seconda Atsm (Articolazione per la Tutela della Salute Mentale in carcere) a Novara: “La struttura di Torino non è sufficiente per tutta la regione e una nuova “articolazione” permetterebbe di dividere il carico con Novara, dove è anche presente un ospedale universitario”. Sullo sfondo del “caos carceri” c’è anche il dibattito sulla somministrazione dei farmaci: “È una questione delicata - conclude il garante. È chiaro che c’è una grande richiesta da parte dei detenuti, ma è necessario capire come usarli al meglio”.