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di Andrea Bucci e Irene Famà


La Stampa, 5 gennaio 2021

 

L'ha colpito con violenza, al volto e al torace in uno dei tanti alloggi all'ultimo piano della comunità psichiatrica "L'Arca" di Volpiano. Poi l'ha lasciato a terra, esanime, e si è seduto in attesa dell'arrivo dei carabinieri. "Sono stato io": questa la sua confessione.

Simone Giacomo Farina, italiano di 36 anni, con alle spalle diversi guai con la giustizia e in libertà vigilata con obbligo di permanenza nel centro di via San Benigno, ieri sera ha ammazzato un altro ospite della struttura. Simone Bonfiglio, quarantasei anni, seguito anche lui dalla comunità, centro che si occupa di pazienti psicotici gravi. "L'ho colpito più e più volte. L'ho preso a pugni. Sino a lasciarlo a terra" ha spiegato, più o meno così, ai carabinieri di Chivasso.

Nel 2015, Farina era stato arrestato dai carabinieri, fermato di fronte a un centro commerciale di Carmagnola con una pistola Beretta rubata ad Alba. Voleva introdursi nei camerini delle ragazze immagine durante l'inaugurazione di un negozio.

Il movente dell'omicidio è ancora al vaglio degli investigatori del comando provinciale, che in queste ore stanno ascoltando ospiti e operatori di quella villetta poco fuori Volpiano. Cosa ha sconvolto la quotidianità di quel centro sulla stradina che costeggia la linea ferroviaria per Rivarolo? Forse una banale discussione, di quelle che talvolta nascono tra chi vive nella struttura.

Forse uno sguardo torvo, interpretato come una sfida. Forse una frase pronunciata a denti stretti, intesa come un affronto. O anche solo una sigaretta negata, un piccolo dispetto. A dare l'allarme, ieri intorno alle 22, il personale del centro. Gli operatori hanno trovato la vittima distesa a terra, in stato di incoscienza. Vani i tentativi dei soccorritori del 118 di rianimarla.

Gli operatori de L'Arca, professionisti che da sempre si occupano di malati psichiatrici gravi, cercano di favorire l'atteggiamento riflessivo, la condivisione e la comunicazione tra gli ospiti. Ieri sera, però, qualcosa ha distrutti gli equilibri - spesso precari - di quel centro. Intorno a mezzanotte, il pubblico ministero Lea Lamonaca è arrivata per un sopralluogo, per rendersi conto di persona delle condizioni della struttura, delle condizioni di assistenza e di vigilanza dei pazienti spesso con gravi disturbi comportamentali. Nel giugno 2019, una diciottenne, ospite del centro, si era suicidata gettandosi dalla finestra.