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di Alice Bertino

La Voce e il Tempo, 6 luglio 2024

La drammaticità delle condizioni delle carceri italiane tra suicidi e sovraffollamento è tornato all’onore delle cronache anche se il muro del pregiudizio (“chi ha commesso un reato deve marcire in carcere”) spesso confina nell’indifferenza verso chi è dietro le sbarre. C’è chi invece - come questa rubrica - vuole fare sentire la voce dei ristretti cercando di comunicare le condizioni di chi si trova privato della libertà anche utilizzando i nuovi media frequentati dai più giovani.

Se n’è parlato lo scorso 26 giugno, nel giardino del complesso di cohousing Mari.House di via Madonna delle Salette a Torino, in un incontro promosso dalla Garante dei detenuti del Comune Torino, Monica Cristina Gallo, sul tema “Voci sul dentro: per una diversa narrazione sulla privazione della libertà” a cui sono intervenuti giovani che operano in carcere come “Fratture”, “Milano Invisibile “ e l’autrice e giornalista Francesca Berardi che hanno presentato nuovi mezzi e strumenti per parlare di detenzione.

Per far conoscere le pesanti criticità che affliggono i istituti penitenziari, come il “Lorusso e Cutugno” di Torino, occorre raggiungere l’opinione pubblica perché le informazioni sul carcere non riguardino solo gli “addetti ai lavori” (magistrati, garanti, e associazioni) ma tutta società civile. “Il carcere è un tema fuori moda” ha detto Francesca Berardi, giornalista e autrice del podcast “Una finta giornata di sole” (www.raiplaysound. it/playlist/unafintagiornatadisolestoriedigenitoriincarcere), realizzato in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Torino, in cui attraverso le interviste ai detenuti del “Lorusso Cotugno” racconta l’esperienza della genitorialità dei ristretti. Berardi ha realizzato un altro podcast “Platano 388” (anche questo su RaiPlay Sound) in cui documenta la durissima realtà del Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) di Torino.

Anche il collettivo di giovani “Fratture” si propone di informare con una newsletter mensile il mondo penitenziario tramite una rassegna stampa sul tema della detenzione. “Ci sono narrazioni dominanti sul carcere ma manca un discorso più continuativo e profondo sul tema. L’obiettivo di Fratture è mettere sotto una lente critica il mondo penitenziario e diffonderne la narrazione”. La prima newsletter trattava di un tema fondamentale sia per i “liberi” che per chi vive dietro le sbarre e cioè il diritto all’affettività. Un altro podcast è prodotto dal collettivo dei giovani di “Milano Invisibile”: si intitola “Uccidere la bestia: il carcere e le sue alternative”, in cui si raccontano, tra l’altro, le difficili condizioni delle patrie galere e dei Cpr.

“Nella narrazione ordinaria delle problematicità degli istituti penitenziari mancano degli esempi virtuosi che mostrino come le misure alternative alla detenzione possano essere le scelte migliori per i reclusi. Con ‘Milano Invisibile’ ci proponiamo di raccontare queste realtà invisibili e parlare di carcere da diverse prospettive, non limitate solo a Milano ma anche agli altri penitenziari italiani. Ha chiuso l’incontro l’ex garante nazionale dei detenuti Mauro Palma che ha esortato tutti a “vedere davvero” e non rimanere “assuefatti ed indifferenti” rispetto ad un dato agghiacciante: ad oggi sono i 46 suicidi dall’inizio del 2024, una realtà impensabile e inaccettabile in un Paese civile.