di Giada Lo Porto
La Repubblica, 7 febbraio 2026
Si chiude così il processo di primo grado sulle violenze avvenute tra il 2017 e il 2019 nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, che vedeva imputati 14 agenti della polizia penitenziaria. Le pene per tortura vanno da 2 anni e 8 mesi a 3 anni e 4 mesi. Risarcimento da 40 mila euro. La garante di Torino: “Sentenza che ha svolto un ruolo fondamentale, fare luce su fatti che a volte rimangono nell’ombra”. Otto condanne di cui sette per torture e sei fra proscioglimenti per prescrizione e assoluzioni per “non aver commesso il fatto”. È finito così il processo di primo grado per le violenze al carcere Lorusso e Cutugno di Torino in cui erano imputati a vario titolo 14 agenti della penitenziaria.
Le pene per le torture disposte dal collegio - presidente Paolo Gallo, giudici a latere Giulia Maccari ed Elena Rocci - vanno da due anni e otto mesi a 3 anni e quattro mesi. Un solo imputato è stato condannato a cinque mesi per rivelazione del segreto d’ufficio. Stabilite provvisionali di circa 40mila euro in totale nei confronti di quattro detenuti tutelati tra gli altri dagli avvocati Domenico Peila e Manuel Perga. Alcuni imputati, insieme al ministero della Giustizia chiamato in causa come responsabile civile, dovranno inoltre risarcire le vittime, l’associazione Antigone e il garante comunale, regionale e nazionale delle persone private della libertà personale. Le cifre saranno definite in un successivo processo civile.
Gli imputati sono stati difesi fra gli altri da Antonio Genovese, Enrico Calabrese, Mauro Molinengo, Antonio Mencobello e Beatrice Rinaudo. “Ci riserviamo di leggere le motivazioni ma in punto di diritto la fattispecie di tortura non ci sembra integrata”, commenta l’avvocato Genovese.
“Come garante delle persone private della libertà personale - interviene Diletta Berardinelli, garante dei detenuti di Torino - ritengo essenziale sottolineare che questa sentenza ha svolto una funzione fondamentale, ovvero quella di fare luce su fatti che a volte rimangono nell’ombra. Nel procedimento sono emersi comportamenti e dinamiche interne alla Casa circondariale a quei tempi, che erano stati documentati e testimoniati da fonti autorevoli e imparziali, quali i garanti nazionale, regionale e comunale in carica in quel periodo, che confermano ancora una volta la necessità di un monitoraggio continuo a tutela dei diritti delle persone private della libertà. È su questo terreno che l’attenzione di un garante deve essere costante, rigorosa e indipendente. C’è poi un nodo strutturale che non può essere eluso. Un sistema penitenziario può essere paragonato a un veicolo: anche con il miglior conducente, se il mezzo è guasto il rischio di incidenti è altissimo. Il sovraffollamento cronico, le condizioni degradanti e fatiscenti di molti luoghi di detenzione - che sono al tempo stesso luoghi di vita per le persone detenute e luoghi di lavoro per il personale - insieme alla grave carenza di risorse, di agenti di polizia penitenziaria e di funzionari giuridico-trattamentali, costituiscono un contesto che mette quotidianamente sotto stress il sistema e le persone che vi operano. In queste condizioni, il rischio che si producano derive, tensioni e violazioni è concreto e non può e non deve essere ignorato”
Il punto centrale, secondo la garante, resta politico e culturale prima ancora che giuridico. “Non deve passare il messaggio - aggiunge - che comportamenti contrari al rispetto della dignità delle persone private della libertà possano essere tollerati o considerati inevitabili. Riconoscere le criticità strutturali non significa giustificare gli abusi, ma assumersi la responsabilità di prevenirli attraverso scelte politiche, investimenti e riforme adeguate. La tutela dei diritti non si esaurisce nelle aule di tribunale, ma chiama in causa la responsabilità delle istituzioni ad ogni livello e della collettività nel loro insieme. In ultimo, un sentito e sincero ringraziamento va all’avvocata Francesca Fornelli, che ha assistito l’Ufficio della Garante con grande dedizione e determinazione”.









