redattoresociale.it, 8 novembre 2024
Il servizio ha una funzione di collegamento con i servizi territoriali, mirato a ridurre la recidiva e rafforzare il concetto di continuità assistenziale nell’ambito della presa in carico globale della persona. Si chiamano “sportelli ponte” e sono dei servizi all’interno delle carceri toscane, rivolti in particolare ai detenuti che stanno concludendo il periodo di pena, al fine di favorire un loro reinserimento socio-professionale nel territorio una volta fuori dal carcere. Il servizio ha una funzione di collegamento con i servizi territoriali, mirato a ridurre la recidiva e rafforzare il concetto di continuità assistenziale nell’ambito della presa in carico globale della persona.
Si tratta di un progetto finanziato con un milione di euro dall’assessorato alle politiche sociali e fa parte dei progetti che vedono impegnata la Regione Toscana per favorire le attività di relazione tra l’interno e l’esterno. I fondi stanziati vanno ad associazioni del Terzo settore che in sei penitenziari diversi gestiscono questo sportello. “Il rapporto con la società esterna - ha detto l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli - è sempre molto delicato per le persone detenute: rafforzare questo legame è un fattore molto importante per favorire il loro graduale ed effettivo reinserimento”.
Nello specifico, l’azione dello sportello ponte prevede l’attivazione di un servizio finalizzato a preparare la persona detenuta nella fase di pre-dimissione e reinserimento sociale, predisponendone un percorso personalizzato di orientamento e assistenza. Gli operatori del servizio avranno la funzione di collegamento con i servizi pubblici territoriali nel percorso di reinserimento sociale; avranno in carico il detenuto, segnalato dall’equipe penitenziaria nella fase di pre-dimissioni a fine pena e costituiranno un punto di riferimento anche nella fase immediatamente successiva di reinserimento sociale. Su richiesta dell’interessato, potranno essere attivati i collegamenti con servizi specialistici di supporto, da realizzarsi esternamente agli istituti, che avranno come obiettivo quello di rispondere a esigenze specifiche dell’ex-detenuto in ambiti particolari, quali ad esempio: problematiche legali correlate al fine pena, permessi di soggiorno, orientamento e formazione professionale, indirizzamento verso servizi socio-sanitari specialistici ecc.
Complessivamente il servizio ponte dovrà garantire la copertura di una serie di necessità tipiche della persona nella fase di pre-dimissione e reinserimento nella società, quali, a titolo esemplificativo: indirizzare la persona verso i servizi pubblici territoriali; supportare la persona nelle problematiche legali correlate al fine pena; fornire assistenza alle persone straniere per la richiesta di documenti personali e permessi di soggiorno; agevolare il collegamento con i centri per l’impiego o verso i servizi di orientamento e/o formazione professionale; informare e agevolare il collegamento con i servizi sociali territoriali; informare sui servizi disponibili in merito a problematiche sanitarie. Il servizio ponte supporta l’ex-detenuto nei tre mesi successivi alla data di scarcerazione.











