di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 18 aprile 2023
L’assessore regionale Ciuoffo al convegno contro i centri di permanenza e rimpatrio. “I Cpr sono campi di concentramento e nella nostra regione non li vogliamo”. L’assessore all’immigrazione Stefano Ciuoffo usa parole pesanti per definire i centri per il rimpatrio che il Governo vorrebbe costruire in ogni regione, Toscana compresa. L’occasione è stata l’affollato convegno di ieri dal titolo inequivocabile “No al Cpr”, promosso da Arci, Asgi e Accoglienza non governativa, a cui ha partecipato lo stesso Ciuoffo, secondo cui i Cpr sono luoghi assimilabili “a quelli in cui venivano deportati gli ebrei” e la cui finalità “è inutile perché di fatto le espulsioni avvengono in minima parte e quindi questi luoghi generano ulteriore illegalità”.
Parole di contrarietà anche dall’assessora regionale al sociale Serena Spinelli: “Il Cpr è uno strumento che riteniamo non adeguato a gestire un fenomeno migratorio che non è emergenziale ma è invece strutturale, chiediamo al Governo che si metta a disposizione per riflettere sul modello di accoglienza diffusa sui cui la Toscana ha scritto pagine di tutto rispetto, i Cpr sono luoghi che non rispettano la dignità delle persone”.
E se qualcuno solleva il problema di dover trovare un luogo per gli immigrati che delinquono, come nei giorni scorsi i sindaci di Firenze e Prato Nardella e Biffoni, Spinelli è chiara: “In uno stato di diritto come il nostro, chi delinque deve essere giudicato per il reato che ha commesso e avere le punizioni che sono previste per tutti i cittadini, in questo senso ci sono altri strumenti per i quali rispondere al reato commesso e questo deve valere per tutti quelli che vistrutture vono nel nostro territorio”.
Al convegno, a cui era presente anche l’assessore comunale all’ambiente Andrea Giorgio, ha partecipato il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi: “I Cpr si trasformano in luoghi di detenzione dove vengono negati i diritti basilari delle persone, dove ci sono violenza e soprusi. Per gli immigrati che delinquono ci sono i luoghi preposti”.
Parole contrarie al Cpr anche da Mauro Palma, garante nazionale dei delle persone detenute o private della libertà personale: “Questi luoghi sono inutili e sono di sofferenza. Gli immigrati che delinquono? Ho discusso con Nardella dell’ipotesi di strutture territoriali, carceri oppure comunità chiuse”. E poi il segretario di +Europa Riccardo Magi, che nella sua esperienza politica ha visitato vari Cpr: “Sono luoghi di violazione dei diritti fondamentali, peggiori di un carcere. E sono inutili, più della metà delle persone non vengono rimpatriate”.
Quanto agli immigrati che delinquono, “sono i numeri che parlano, queste persone stanno in carcere, quelle che stanno nei Cpr sono persone che hanno finito di scontare la pena e poi sottoposti a detenzione amministrativa oppure persone che non hanno commesso reati e sottoposti a detenzione amministrativa”.









