di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 21 febbraio 2015
Ancora sovraffollamento, celle troppo piccole, troppi detenuti con problemi di handicap e invasione di topi. Continua il sopralluogo da parte del garante dei detenuti Franco Corleone negli istituti della regione toscana. Dopo la visita del carcere di Arezzo dove ha riscontrato numerosi problemi, è stata la volta del carcere di Prato e quello di Lucca.
Secondo il garante, la struttura di Prato risulta "complessa", stretta tra "luci ed ombre" e con un'alta concentrazione di detenuti in specifici reparti. Il sovraffollamento dichiarato da Corleone si riferisce al reparto di alta sicurezza in cui stanno in 67, invece dei 48 previsti, e dove si contano "tre persone per cella, alcune delle quali con pene detentive lunghe". Nonostante il limite dei 3metri quadrati a persona sia rispettato "considero stravagante - ha dichiarato sempre il garante - l'idea che in celle di 14 mq si possano alloggiare tre brande.
Lo spazio minimo vitale ne risente pesantemente". Corleone ha quindi verificato la presenza di persone con handicap per le quali già la cella "costituisce una invalidità". L'accesso al bagno è, per esempio, "difficoltoso" e la loro sistemazione non è "idonea".
La complessità del carcere è data inoltre dalla presenza di collaboratori di giustizia e sex offender sistemati oltre la capienza ordinaria e per i quali la stessa struttura lamenta carenza di personale e mancanza di progetti specifici. "Ho già inviato una lettera all'assessore Luigi Marroni - ci tiene ad informare Corleone - proprio per immaginare azioni di recupero per coloro che si sono macchiati di reati sessuali e che, in assenza di progetti specifici e abbandonati nelle celle, al termine della pena potrebbero essere nella stessa condizione e a rischio recidiva". La situazione igienico-sanitaria riscontrata, è "difficile".
Il carcere è situato in località Maliseti, luogo che in origine indicava una zona paludosa. "L'umidità è notevole - ha osservato Corleone, proprio oggi sono arrivati i nuovi materassi ma le condizioni restano gravi. Mi aspetto che Asl e Comune facciano le verifiche del caso vista anche la triste abitudine di buttare gli scarti del cibo fuori dalle celle con il conseguente aumento della voracità e della presenza di topi".
Nel reparto di media sicurezza, invece, è applicata la procedura della cosiddetta "vigilanza dinamica", ovvero le celle aperte per otto ore al giorno. "È un dato positivo - chiosa Corleone - che si aggiunge alla presenza di una sede del polo universitario che però registra la presenza di sole sette persone a fronte delle 17 previste su carta". E il Garante quindi osserva: "Voglio verificare perché non è pienamente utilizzato, anche in ragione dell'importanza che potrebbe avere in termini di reinserimento dei carcerati".
Corleone ha quindi concluso la sua visita ricordando le numerose lettere ricevute dai detenuti nelle quali si chiede "attenzione" alle condizioni sanitarie. "Non sono riuscito a parlare con il responsabile della struttura sanitaria - conclude il Garante - perché da contratto la sua presenza è limitata a sole tre ore al giorno. Non credo sia una soluzione adeguata. Solleciterò un intervento perché alcuni detenuti non sembrano in condizioni compatibili con il carcere o meritano di essere trasferiti in altre strutture".
Poi è stata la volta del carcere di Lucca dove ha riscontrato altri problemi. "Abbiamo superato le criticità di sovraffollamento del passato con punte di 200 detenuti ma ad oggi - spiega Corleone - ancora le presenze non corrispondono alla capienza. Le celle non sono adatte alla reclusione, sono troppo piccole, la sala colloqui non è a norma e il locale infermeria è inadeguato". Anche in questo carcere, quindi, il degrado avanza.
Per Corleone nel carcere San Giorgio di Lucca bisognerebbe "eliminare il bancone divisorio tra detenuto e visitatore nella sala colloqui, annettere un locale all'infermeria e ristrutturare la seconda sezione da dedicare alle attività ricreative e culturali dei carcerati".
Con queste modifiche al San Giorgio - sempre secondo il garante - ci sarebbe una situazione più accettabile. La Casa circondariale di Lucca, ha ricordato il garante, "ha una capienza di 91 carcerati e ne ospita 121, dei quali 72 tossicodipendenti. Il carcere è piccolo ed è ubicato in una struttura antichissima all'interno delle mura di cinta della città in pieno centro storico, e in origine ospitava un convento di monache di clausura per poi essere trasformato in penitenziario in epoca napoleonica". Il tour nelle carceri toscane continua e probabilmente troveranno altre spiacevoli "sorprese".









