di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 25 aprile 2015
Solliccianino non ospiterà gli ex detenuti Opg, ma ora che fine faranno? le strutture mancano. Il carcere modello Gozzini non sarà più destinato ad ospitare gli internati dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo. La regione Toscana fa finalmente marcia indietro: dopo le numerose proteste, salta, infatti, la destinazione del carcere "Gozzini", il cosiddetto Solliccianino.
Esultano i Radicali, le Camere penali, l'associazione "L'altro diritto" e anche gli stessi detenuti del Gozzini che avevano annunciato uno sciopero della fame. Il fatto che la struttura sia un carcere a custodia attenuata, un'esperienza all'avanguardia nel lavoro di recupero e reinserimento dei detenuti, aveva sollevato proteste sulla scelta di trasferire proprio lì gli internati dell'Opg.
Ora la Regione ha deciso di cambiare direzione, come ha annunciato al consiglio comunale di Montelupo, mentre resta ancora da capire quale possa essere la soluzione, ovvero dove andranno questi in ternati. Al momento le voci che circolano indicherebbero l'ex ospedale psichiatrico di Volterra. E stato il piddino Giachetti, parlando ai microfoni di Radio Radicale , che ha dato per primo la notizia: "Si stava rischiando di buttare tutto a mare. Dopo la mia interrogazione e grazie all'interessamento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, la regione Toscana si è accorta che era una soluzione improponibile".
Giachetti stesso ha dato notizia che la regione sta valutando di destinare gli ex internati a Volterra. Sulla questione intervengono Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, presidente e segretario della Associazione Radicale "Andrea Tamburi": "Finalmente il processo di superamento dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo sembra giunto a un momento decisivo.
Nelle prossime ore la Regione Toscana dovrebbe annullare, in via definitiva, la decisione di trasferire gli internati psichiatrici al carcere a custodia attenuata Gozzini di Firenze. Un ripensamento saggio, frutto di una importante mobilitazione che ha visto in prima linea i radicali fiorentini, impegnati insieme alla segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, per scongiurare lo smantellamento di un'esperienza di eccellenza come Solliccianino e per il rispetto della legge 81/2014.
Ringraziamo per la maturità dimostrata i detenuti del Gozzini e il vicepresidente della Camera dei Deputati, Roberto Giachetti che ha presentato nei giorni scorsi una decisiva interrogazione sull'argomento. La nostra attenzione resta comunque altissima. Si parla, infatti, di realizzare la Rems toscana (residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza) nell'ex ospedale psichiatrico di Volterra".
Lenzi e Buzzegoli ribadiscono però la loro richiesta di commissariamento della Regione: "Occorre dunque vigilare affinché i tempi e le modalità per individuare le alternative di gestione del disagio psichiatrico che dà luogo a pericolosità sociale siano in sintonia con le disposizioni delle leggi 81/2014 e 9/2012. Ribadiamo quindi, a maggior ragione dopo il gran pasticcio del Gozzini, la richiesta che la Regione Toscana sia commissariata.
Ancora la presa in carico degli internati psichiatrici da parte del Servizio sanitario regionale non è avvenuta e a questo punto ci sembra opportuno e necessario che il Governo nomini con urgenza un commissario in sostituzione (ad acta) così come previsto dalla legge 81. Ogni giorno che passa, infatti, dalla data del 31 marzo è un giorno in violazione di legge".
Ma che cos'è l'ex manicomio di Volterra dove si vorrebbero trasferire gli internati dell'opg? Ebbe origine nel 1888 nella costituzione di una sezione per "dementi" all'interno del ricovero di mendicità dell'ex convento di San Girolamo. Nel 1902 nacque come Frenocomio S. Girolamo e nei decenni successivi l'istituzione conobbe un notevolissimo sviluppo, ampliandosi progressivamente con officine, servizi, una vera e propria azienda agraria, la costituzione di una sezione giudiziaria. Negli anni Cinquanta e Sessanta conobbe un vasto sviluppo tale da essere considerato, fino alla famosa legge Basaglia del 1978, uno dei manicomi più grandi d'Italia con oltre 100 mila metri cubi di volume. Fino al 1975, anno in cui la legge 180 pose fine all'esistenza dei manicomi, andare a Volterra significa spesso finire internati nell'ospedale psichiatrico Ferri.
La struttura era composta da tre edifici principali in cui trovarono ricovero anche 6000 persone contemporaneamente, con 20 lavandini e 2 cessi ogni 200 degenti: un inferno sulla terra, in cui si poteva essere rinchiusi ai primi sintomi di depressione, di presunta schizofrenia o anche per accuse politiche o di morale. Per un trattamento a base di scariche elettriche, comi indotti con insulina e tutto un prontuario di pillole e veleni somministrati per "testare" i risultati ignorando completamente le conseguenze spesso irreversibili sui pazienti.
Attualmente la struttura è in un profondo, tragico e inquietante processo di totale abbandono e il camminare in quei luoghi trasmette un infinito senso di rabbia e impotenza, sentimenti che insieme alla solitudine venivano sicuramente percepiti dai pazienti rinchiusi in un inferno senza tempo. L'ospedale, dopo la sua chiusura, è diventato tristemente famoso per i graffiti di Nannetti Oreste Fernando, 180 metri di muro esterno in cui Nof4, come lui stesso si firmava, ha inciso nei lunghi anni di degenza un'opera enciclopedica di sentimenti, biografie e crimini subiti e testimoniati. Parole, poesie, disegni scavati nella pietra gialla con la fibbietta del gilet della divisa dei matti reclusi.
L'ospedale ha ispirato il cantautore Simone Cristicchi nella sua "Ti regalerò una rosa", immaginaria lettera di Antonio, chiuso in manicomio da quando era bambino. Molto probabilmente sarà riaperto per ospitare nuovamente i "pazzi". La domanda nasce spontanea: la regione Toscana aveva avuto tutto il tempo per trovare un luogo diverso per sostituire i manicomi criminali. Perché riaprire proprio un ex manicomio con un passato che non dovrebbe ritornare mai più?










