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di Giulio Gori

Corriere Fiorentino, 26 aprile 2023

Dei 70 malati colpevoli di reati in attesa di un posto nelle Rems, 31 sono liberi. E 6 irreperibili. I numeri del cortocircuito tra giustizia e salute mentale sono contenuti nella bozza della relazione del Garante toscano dei detenuti, Fanfani. In Toscana ci sono 39 posti nelle Rems, le residenze che dovrebbero accogliere i malati psichiatrici che hanno commesso reati e possono essere curati. La lista d’attesa per le due strutture toscane, è di 70 persone. Di queste, 31 sono a piede libero e 6 sono irreperibili.

A fronte di 39 posti nelle due Rems toscane, la lista d’attesa - che comprende anche gli elenchi dell’Umbria, che non ha una propria struttura - conta ben 70 persone, 59 uomini e 11 donne, che aspettano di entrare nelle strutture destinate ai malati psichiatrici che hanno compiuto reati ma possono essere curati. Sono i numeri nella bozza della relazione del garante toscano dei detenuti, Giuseppe Fanfani. Ma soltanto 21 persone sono in attesa in strutture residenziali, più una ospitata in una Rems fuori regione. Tutte le altre sono dove non dovrebbero essere: 11 in carcere, 31 in libertà, 6 addirittura irreperibili.

Numeri che ritraggono lo scenario complesso descritto da molti psichiatri dopo l’omicidio di Barbara Capovani: persone da curare che invece sono in carcere, persone a piede libero che dovrebbero stare nelle Rems, ma anche malati di cui il sistema giudiziario non si farebbe carico. “Siamo la discarica del sistema penale - ha detto il responsabile della Salute mentale dell’Asl Nord Ovest, Angelo Cerù - ci ritroviamo con persone che non sono pazienti, non sono malati ma sono solo delinquenti. Bisogna rivedere certe leggi, certi criteri sull’imputabilità o non imputabilità dei pazienti”.

In questo scenario, ci sono casi che dimostrano come l’assenza di un numero sufficiente di posti nelle Rems comporti anche uno spreco di risorse. In termini sia di posti letto nelle corsie psichiatriche degli ospedali, sia di agenti di sorveglianza. Nell’agosto scorso Mourad Talbi aveva ucciso il barbiere Halim Hamza, 32 anni, a Pisa, in via Corridoni.

L’uomo, fermato dalla polizia e reo confesso, aveva chiesto e una nuova consulenza a distanza di mesi dal fatto. Lo scorso 6 aprile è stato assolto per “vizio totale di mente”. Il Tribunale aveva disposto che dovesse andare nella Rems per 15 anni. Dopo qualche settimana in carcere, a ottobre l’uomo è stato spostato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Pisa dove a oggi è piantonato 24 ore su 24: 8 agenti si alternano nella sorveglianza perché non c’è alcun posto nelle Rems.

Il 9 gennaio scorso, invece, un giovane fiorentino di 24 anni fu bloccato dalla polizia e arrestato con l’accusa di tentato omicidio di un uomo di 74 anni e per lesioni personali gravissime e permanenti ai danni di un 36enne: era stato portato dal padre a Pisa per una visita dallo specialista psichiatrico che lo seguiva e, approfittando di un momento di distrazione del genitore, era scappato in strada, aggredendo le persone. Due giorni dopo l’anziano è morto. Il 24enne, dopo due giorni di carcere, è stato trasferito a Pisa: una perizia gli riconosce il “vizio totale di mente” e la “pericolosità sociale”. Il gip ha disposto il suo trasferimento nella Rems a Empoli ma è ancora nel reparto di psichiatria, sorvegliato.

Al di là della richiesta degli psichiatri al sistema penale di farsi carico degli incurabili e dei lucidi pericolosi, la speranza di gestire al meglio la zona grigia di chi non è del tutto in grado di intendere e volere ma può essere aiutato, è affidata - oltre alle Rems e alle corsie degli ospedali - anche a strutture residenziali. In Toscana questi posti intermedi sono 48, divisi tra 5 centri a Firenze, Volterra, Aulla e Abbadia San Salvatore. Ma il garante dei detenuti fa notare che “mentre le misure di sicurezza detentive hanno un termine di durata massima, le misure di sicurezza non detentive, come la libertà vigilata, non hanno alcun limite. Questa differenza normativa può dar luogo alla riproduzione, nella sostanza, a situazioni analoghe a quelle dei superati ergastoli bianchi”.