di Michele Bocci
La Repubblica, 6 aprile 2015
Processo rallentato da altre Regioni in condizioni arretrate. Sull'ipotesi Gozzini è polemica in Toscana. L'Opg di Montelupo non chiuderà subito e nemmeno tra qualche settimana. Ci vorranno mesi perché la struttura venga svuotata completamente. Chi si aspettava la fine degli ospedali psichiatrici giudiziari il primo aprile ha fatto uno sbaglio. Il percorso è ancora piuttosto lungo e lega tra loro tutte le regioni. La Toscana non è di quelle messe peggio nell'apertura dei servizi di accoglienza alternativi ma comunque non è pronta. E in più potrebbe essere condizionata da altre regioni che sono ancora più indietro.
Lo dicono anche dalla Rsu dell'Opg: "Non sappiamo cosa succederà, nessuno è in grado di dire quanto tempo ci vorrà per chiudere davvero Montelupo". Il punto, intanto, è che ogni ospite dell'Opg deve essere valutato dagli psichiatri e dal tribunale di sorveglianza, che deve dire in quale struttura può essere accolto. Quindi prima vanno concluse queste pratiche (ultimamente sono stati valutati una dozzina di reclusi e solo per sei si è ritenuta possibile la liberazione). La Regione ha già ipotizzato dove mandare i toscani. Il punto è che la legge prevede che ogni amministrazione locale riprenda nelle sue strutture alternative i suoi cittadini.
Su 115 pazienti internati a Montelupo, i toscani sono 49. Gli altri devono essere accolti dalle loro regioni. E se queste non sono pronte? Dal ministero alla Salute hanno fatto sapere che almeno 6 amministrazioni sono indietro e il termine di dismissione degli Opg per loro è slittato a settembre. Cosa succederà agli ospiti di Montelupo che non potranno rientrare nella loro regione per carenza di strutture? "Teoricamente - dicono sempre dalla Rsu - teoricamente potrebbero anche essere messi temporaneamente in strutture detentive". Oppure potrebbero restare a Montelupo.
La Toscana comunque avrà il suo lavoro da fare per dare un'alternativa agli opg. Si è deciso di avere, oltre ai vari servizi territoriali o domiciliari per i pazienti meno pericolosi, sei Rems, residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza. Saranno di due tipi: Cinque di queste (a "Le Querce" a Firenze, ad Aulla, Volterra, Abbadia San Salvatore, Arezzo) saranno di primo livello, una (l'istituto Gozzini a Sollicciano) di secondo, nel senso che accoglierà i pazienti più pericolosi. Quest'ultima struttura è stata scelta pochi giorni fa, dopo che prefettura, questura, e Comune hanno sconsigliato Villanova, scelta da Asl e Regione, perché troppo vicina al pediatrico Meyer.
Ma sul Gozzini ci sono state varie polemiche di chi non lo ritiene comunque adatto. L'azienda sanitaria fiorentina è stata incaricata di verificare che interventi sono necessari per ricavare uno spazio dedicato alle persone in arrivo da Montelupo e dai primi sopralluoghi si è chiarito che saranno necessari-lavori che potrebbero richiedere mesi. E ieri l'osservatorio carcere dell'Unione camere penali ha denunciato le "inadempienze di molte regioni", sottolineando come in Toscana "la giunta, dopo tanti tentennamenti, ha infine deciso di destinare gli internati toscani dell'Opg al Mario Gozzini.
Avevamo denunciato che l'opg toscano, sebbene cancellato per legge, fosse ancora in piena attività e fosse destinato a sopravvivere chissà per quanto tempo, vista l'incapacità della Regione di individuare soluzioni adeguate per le strutture alternative previste dalla legge, miseramente documentata dalle plurime e variegate ipotesi formulate nell'arco di oltre tre anni e sempre rapidamente accantonate. Tuttavia la scelta operata rappresenta il peggiore epilogo che potesse immaginarsi".










