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di Andrea Vivaldi


La Repubblica, 18 dicembre 2019

 

A Sollicciano ieri un guasto ha lasciato senza riscaldamento 400 persone. Infiltrazioni di acqua a Pisa e Massa Carrara. La denuncia: "Mancano agenti. Intervenga il ministro Bonafede".

L'impianto di riscaldamento fuori uso al carcere di Sollicciano a Firenze. Le infiltrazioni d'acqua al Don Bosco di Pisa e a Massa Carrara. La rissa e l'aggressione a Porto Azzurro sull'Isola d'Elba. Tredici istituti sovraffollati e polizia penitenziaria carente praticamente in ogni sede. Sono senza tregua le difficoltà nelle carceri toscane.

I problemi strutturali sono numerosi e disseminati in tutta la regione. Ieri a Firenze è dovuta intervenire la Regione e la Misericordia per portare 400 coperte ai detenuti. "Il riscaldamento è guasto, per l'ennesima volta - scrive la Camera penale di Firenze - come l'anno scorso e come nel 2016. Fa freddo".

Le già precarie condizioni di vita e lavoro sono aggravate da un numero di condannati oltre i limiti: 671 persone in eccesso secondo i rilevamenti di fine novembre. Di questi 282 a Sollicciano, 48 a Massa, 44 a Lucca, 29 a San Gimignano. Solo tre sedi hanno numeri in regola. Dati all'opposto con quelli della polizia penitenziaria che conta invece una carenza nell'organico: 296 agenti in meno rispetto a quanto previsto per legge.

Tra le celle si crea un clima di agitazione che innesca, come accaduto nei mesi scorsi, momenti di violenza. L'ultimo caso a Porto Azzurro sull'Isola d'Elba, dove una guardia è rimasta coinvolta in una colluttazione ed è stata portata all'ospedale di Portoferraio, ricevendo poi una prognosi di 10 giorni. "La grave situazione in cui versa questo istituto - spiega dopo l'episodio Donato Capece, segretario generale del Sappe - è dovuta soprattutto alla mancanza di sicurezza".

In molti penitenziari della Toscana sono necessari interventi di più tipo. A Pisa, ad esempio, non sono ancora stati conclusi i lavori per il settore femminile. Serve sistemare il teatro del carcere di Volterra. C'è da risolvere la sezione trattamentale a Lucca. Definire la chiusura dell'istituto a Grosseto. Il Gozzini di Firenze è in attesa di un possibile cambio di destinazione per ospitare solo il reparto femminile.

Ci sono condizioni complesse anche al Don Bosco di Pisa: "Qui sono stati fatti alcuni lavori di ristrutturazione, ma non sono sufficienti - spiega Grieco Eleuterio, segretario generale regionale della Uilpa. Il centro clinico ha avuto un crollo del soffitto e la struttura interna è ferma da 15 anni. Avere condizioni dignitose per i detenuti vuol dire averle anche per il personale".

Non a caso dopo il guasto di ieri a Sollicciano, la Camera penale ha chiesto l'intervento di Alfonso Bonafede, ministro della giustizia, per risolvere la situazione di "quelle celle sovraffollate, umide e fredde".

E ha poi puntato il dito contro lo stato decadente dell'edificio: "La struttura è afflitta da un'umidità ineliminabile, perché l'acqua filtra ovunque - dice la Camera - e quando manca il riscaldamento quel freddo continuo entra nelle ossa, ti fa ammalare, ti fa sentire ancora più solo e lontano dal mondo là fuori, ti fa sentire ancor più abbandonato".

 

Corleone: "I fondi ci sono ma la burocrazia frena tutto"

 

In diversi penitenziari della Toscana ci sono problemi strutturali che si trascinano da tempo. Franco Corleone, Garante regionale dei detenuti, ha affrontato in più occasioni la questione, sottolineando l'importanza d'investire per i diritti e la vita dei carcerati.

 

Corleone, mancano i soldi per gli interventi?

"I fondi ci sarebbero. Per la Toscana sono stati stanziati oltre 13 milioni e 800 mila euro, ma per ora sono stati usati solo in parte. Ci sono procedure lentissime: controlli lunghi, ditte che si rivelano non in regola, magari con problemi di trasparenza antimafia. Ricorsi e slittamenti che durano anni. Quando finalmente arrivano i soldi, ormai non bastano più perché erano stati stanziati anni prima".

 

Ci sono interventi urgenti da realizzare? La situazione è drammatica in alcuni penitenziari, come dimostra il black-out a Sollicciano...

"Abbiamo 13 cantieri aperti nella regione. Ci sono miglioramenti importanti per la dignità dei detenuti. A Pisa deve ancora essere inaugurato il nuovo reparto femminile con bagni non più a vista. Il Gozzini di Firenze sta aspettando di diventare una sede solo femminile: potrebbe essere un luogo diverso che dia valore al reinserimento e alla differenza di genere".

 

Come si contrasta il cronico problema del sovraffollamento nelle carceri della nostra regione?

"In Toscana il 33,8% delle persone è in cella per spaccio. E se a questi aggiungiamo i tossicodipendenti, spesso arrestati per furto o scippo, andiamo sopra il 50%. Aumentando le pene per questi reati definiti dalla legge "di lieve entità", cresce il sovraffollamento. Il meccanismo scoppia".

 

Esiste un modello alternativo?

"Manca un progetto culturale e politico per il carcere. Bisogna cambiare per la vita interna. Servono educatori e scuola. In Catalogna il personale è tutto civile, la guardia nazionale viene solo per rivolte. Dobbiamo decidere se avere istituti di custodia o di riabilitazione in cui si lavora. È una questione di scelte".