di Stefania Saccardi (Vicepresidente della Regione)
La Repubblica, 6 aprile 2015
si fa fatica a comprendere le polemiche contro la scelta di dare ospitalità, in un'ala dell'istituto a custodia attenuata "Mario Gozzini", ad una parte dei detenuti dell'attuale Opg di Montelupo. Sono quasi 15 anni che la Regione Toscana ha intrapreso un percorso per rispondere al problema dell'internamento giudiziario in un modo alternativo agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Era il 2001 quando a Firenze fu aperta la Struttura Residenziale Psichiatrica "Le Querce", una sperimentazione (imitata peraltro da altre Regioni) che sta a monte dell'attuale chiusura degli Opg e delle sentenze che l'hanno anticipata. Perché l'esperienza de Le Querce, che in questi anni ha ospitato oltre 65 persone, ha consentito di comprendere che un'alternativa all'Opg è possibile.
Intanto perché il cosiddetto Solliccianino è una struttura architettonicamente sostenibile, con un grande spazio verde, dove realizzare una risposta che rispetti gli alti standard riabilitativi della Salute Mentale toscana. Perché consente di rispondere bene alla preoccupazione dei cittadini sulla sicurezza (assolutamente comprensibile) e all'obbligo di garantire una misura detentiva, perché si trova all'interno di un perimetro già protetto, quello di un carcere a custodia attenuata. Sarebbe sbagliato liquidare tutti gli internati come autori di reati di poco conto e capaci di una piena competenza sociale subito dopo avere commesso crimini gravi in preda a una perdita parziale o completa della capacità di intendere o di volere per infermità psichica. La Toscana ha realizzato un piano per dare sufficiente garanzia di tenuta del programma di riammissione di queste persone alla libertà: una Rems per misure di sicurezza detentive che a regime sarà di 20 posti (nell'immediato va tenuto conto del fatto che la Magistratura di Sorveglianza ha comunicato che 39 degli ospiti toscani attuali dell'Opg di Montelupo non possono uscire da una misura detentiva ) e 6 strutture intermedie - 2 per ogni Area Vasta, per un totale di 48 posti - nelle quali ospitare i soggetti dimessi dalla Rems.
Si tratta di una sfida degna di Firenze, la città in cui le famiglie nobili costruirono in Oltrarno i loro splendidi palazzi a ridosso del lazzaretto per dimostrare alla città che lì si poteva vivere senza timore. La Toscana intende scardinare il pregiudizio che tocca il carcere, anche attraverso la contiguità tra un istituto di pena a custodia attenuata e una struttura sanitaria di eccellenza. Siamo capaci di vincere grandi sfide e lo dimostreremo.
Per completare la risposta della Toscana alla giusta chiusura degli Opg, saranno allestiti nelle sezioni femminili e maschili di Sollicciano 2 reparti che ospitino i malati di mente toscani che secondo la legge 9 non possono stare nella Rems. E così eviteremo che si chiudano gli Opg per aprire a questi pazienti le porte del carcere ordinario. Allo scopo di tessere una rete che tenga nel tempo, la Regione ha già avviato un piano di collaborazione tra Aziende Sanitarie e magistratura di merito, attraverso protocolli in-ter-istituzionali e formazione congiunta. Alle parole - anche d'allarme - si risponde con fatti concreti.










