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di Astolfo Di Amato

 

Il Garantista, 6 febbraio 2015

 

Celle di 4 metri quadrati. Il Governo? (silenzio). Il Parlamento? (silenzio).

Il "Sappe" (sindacato autonomo polizia penitenziaria) ha, negli anni, maturato molti meriti. Da ultimo, quello di aver denunciato lo stato della sezione blu (la sezione di alta sicurezza) del carcere di Trani. I servizi igienici sono collocati nelle celle, di appena 4,5 metri quadrati, senza alcuna separazione. I detenuti, di conseguenza, non hanno alcuna possibilità di veder rispettata la propria intimità neppure nell'effettuazione dei loro bisogni.

Qui non si tratta della ricostruzione di accadimenti, rispetto ai quali possono esservi tesi diverse e prove contrastanti, ma di dati oggettivi, documentati mediante fotografie. Non ci vuole molta fantasia per immaginare quale sia lo stato di degrado che una tale situazione comporta. Privare un uomo, e tale dovrebbe restare anche un detenuto, anche il peggiore detenuto, delle condizioni minime, per un rispetto della sua dignità, significa sprofondare nella vergogna di una società che ha perso il senso del valore della dignità dell'uomo.

Né questa perdita di valore può essere nascosta dalle battute sulle carceri a cinque stelle o, all'opposto, sull'affermazione che per alcuni delinquenti la punizione non sarebbe mai sufficiente. Di fronte ad una situazione del genere viene in discussione il valore della vita umana. Di ogni vita umana, anche la più sfortunata o la più indegna. A questa prima considerazione se ne deve aggiungere un'altra. Il degrado generato da quella situazione non può non avvelenare tutto l'ambiente e coloro che vi vivono.

Il che significa sottoporre gli agenti della polizia penitenziaria ad un contesto che finisce con l'aggredirli sul piano della loro sensibilità personale e con il rendere praticamente impossibile un adeguato adempimento dei loro doveri istituzionali. Vengono costretti ad un ambiente di lavoro impossibile. Nessun altro lavoratore potrebbe essere costretto a quelle condizioni di lavoro. Né è ragionevole trincerarsi dietro l'affermazione che si sarebbe in presenza di una eccezione.

A parte la considerazione che affermazioni del genere in tema di carceri hanno, ormai, perso credibilità essendo smentite ogni giorno, va osservato che anche in questa materia vale il principio della catena. La forza di una catena va misurata sul suo anello più debole. In un sistema, quale è il sistema delle carceri, l'esistenza di una situazione di indiscutibile degrado in un carcere finisce con il segnare la qualità di tutto quel mondo. Con la conseguenza che viene spontaneo sentire vergogna per il nostro sistema delle carceri.

Ma il sentimento di vergogna riguarda anche altro. Perché una situazione come quella di Trani non è stata denunciata dallo stesso Governo? Perché Ministro e strutture ministeriali si affannano a vantare significativi miglioramenti, guardandosi bene dal dare conto di situazioni come quella di Trani? In definitiva, perché in questa materia la trasparenza è un traguardo irraggiungibile? Ed allora grazie al Sappe, che ha avuto il coraggio civile della denuncia.