sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

telesudweb.it, 19 agosto 2019


Una delegazione del Partito Radicale, composta da Rita Bernardini (consigliere generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Gianmarco Ciccarelli e Donatella Corleo (militanti del Partito Radicale Nonviolento Trasnazionale Transpartito) Emanuele Lauria, Laura Ancona e Silvia De Pasquale - accompagnata per una parte della visita dal dottor Roberto Piscitello,

Direttore Generale della Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - ha effettuato un sopralluogo alla Casa Circondariale "Pietro Cerulli" di Trapani, nell'ambito di "Ferragosto in carcere 2019. Iniziativa del Partito Radicale e dell'Unione delle Camere Penali Italiane". La visita si è protratta dalle ore 10.30 circa fino alle ore 17:15.

Emerso l'evidente degrado strutturale della Casa Circondariale, dove sono reclusi 513 detenuti, cui si aggiungono 22 permessanti, per un totale di 535 soggetti in carico all'Istituto a fronte di una capienza regolamentare di 564 posti. Una situazione non allarmante, secondo i numeri, che però si traduce diversamente nei fatti alla luce di alcune celle alcune piccolissime di 9 - 10 metri quadrati destinate a ospitare 1 detenuto e che spesso ne ospitano 2 e celle pensate per ospitarne 3 che ne ospitano 4 con letti a castello anche a tre piani.

La maggioranza dei detenuti appartiene al circuito di media sicurezza: 442 i detenuti comuni e 93 i detenuti che scontano la loro pena in alta sicurezza. Con eccezione del reparto Adriatico, inaugurato 3 anni fa (che non ha tuttavia il riscaldamento, ma ha i bagni a norma e la palestra) il resto invece è stato giudicato in pessimo stato: sia il primo reparto, di isolamento, con docce esterne, senza acqua calda e il bagno a vista in tutte le celle e anche alla turca - dove è stato individuato un detenuto senza cuscino e uno straniero privo del sapone per lavarsi - che il reparto di alta sicurezza, lo Ionio, dove ci sono le docce esterne alle celle in violazione al regolamento penitenziario, il bagno senza finestre e impianto di aerazione.

I detenuti scontano nella cella 20 ore su 24 e la socialità è svolta in una sorta di gabbione nelle 4 ore d'aria. Peggiori le condizioni del reparto di media sicurezza, Mediterraneo, con infiltrazioni e muri scrostati, mentre nel Tirreno che verrà inaugurato il prossimo autunno ci sarà il riscaldamento e saranno ospitati i detenuti protetti. L'acqua che esce dai rubinetti è gialla, non può essere utilizzata per cucinare ma chi può acquista, tranne i detenuti stranieri che non se lo possono permettere e devono anche berla.

Registrata la carenza di polizia penitenziaria: previsti 300 agenti ma presenti 230, e le nuove immissioni non compensano i pensionamenti. Molte attività non possono essere svolte per carenza in pianta organica. Non emergono all'apparenza carenze di educatori e psicologi ma secondo i detenuti vedere gli stessi educatori, gli assistenti sociali e responsabili del Sert non è una cosa semplice. Presenti molti detenuti di tipo psichiatrico, tossicodipendenti e sieropositivi e tuttavia si registrano carenze nell'assistenza di tipo sanitaria. Nota totalmente negativa è l'assenza di lavoro: solo 70 detenuti lavorano e solo 5 con datori di lavoro esterni: una percentuale inferiore al 15 per cento. Limitate le attività scolastiche e di formazione.

La condizione più grave è in assoluto quella degli stranieri, 110 in questo carcere, che non hanno mai potuto fare una telefonata alla famiglia per avvisarla. Sono i più poveri e non possono acquistare i beni di prima necessità. Un altro dato negativo è la mescolanza di detenuti in attesa di giudizio e detenuti definitivi. Rita Bernardini vuole tuttavia evidenziare una nota positiva e cioè che il padiglione completamente ristrutturato è stato realizzato con poca attesa perché non si è proceduto con l'appalto esterno ed è stato realizzato con il lavoro dei detenuti supportato da alcuni agenti che sanno fare questo mestiere.

"L'ex direttore dal Dap, Santi Consolo - dice - ha voluto che le ristrutturazioni fossero fatte proprio attraverso il lavoro dei detenuti, in modo da recuperare posti e possibilità di lavoro, che sono qualificanti da spendere all'esterno. Questa è l'unica nota positiva - conclude - tutto il resto è illegalità. È costantemente negata soprattutto agli stranieri la prima telefonata a casa: non fanno colloqui e sono disperati". Rita Bernardini, infine, lancia un appello al Ministro di Giustizia Alfonso Bonafede: "I detenuti in queste condizioni sono dimenticati dalla Legge, dalla Costituzione, dal Governo, dal Parlamento".