trapanisi.it, 29 settembre 2024
“Carcere: vendetta di Stato”, questo il titolo della seconda giornata del “Festival delle Libertà” in corso a Trapani. Il tema è stato affrontato con la partecipazione della giornalista Ornella Fulco in un dialogo con l’ospite dell’evento, Carmelo Musumeci, ex ergastolano ostativo liberato dopo 27 anni di prigione. Natale Salvo, portavoce di Sinistra Libertaria e organizzatore della manifestazione, patrocinata dal sindacato CUB, ha aperto l’incontro che si è svolto in una sala dell’Oratorio Salesiano di Trapani. Salvo ha ricordato le parole dell’anarchico Alexandr Berkman: “Il progresso sociale tende a contenere ed eliminare la consuetudine della vendetta diretta e personale. Nelle cosiddette società civili, l’individuo, in genere, non vendica i torti subiti. Delega i suoi “diritti” in tal senso allo Stato, al governo, il quale, tra i suoi “doveri”, ha appunto quello di vendicare i torti subiti”. Questa citazione ha spiegato il titolo dell’incontro.
Sono state messe in luce le contraddizioni del sistema carcerario, definito costoso e inefficace. La poca efficacia del sistema carcere in Italia è dimostrata dall’alto tasso di recidiva tra i prigionieri una volta tornati nella società civile. Inoltre, il sistema è costoso: ogni detenuto, in media, costa 160 euro al giorno. Per esempio, i 27 anni di carcere di Carmelo Musumeci sono costati alla collettività circa un milione e mezzo di euro.
Durante l’incontro si è parlato di aspetti come il sovraffollamento delle carceri, i suicidi tra i detenuti, ma anche tra i poliziotti penitenziari, della privazione dell’affettività, dell’ergastolo e del regime 41 bis a cui lo stesso Musumeci, per un periodo della sua lunga carcerazione, è stato sottoposto.
Nel suo intervento, Carmelo Musumeci ha sottolineato l’importanza di prendersi cura dei luoghi delle nostre città, dei quartieri e degli aspetti sociali ad essi connessi anche come mezzo di prevenzione del crimine. Ha definito il quartiere di Fontanelle-Milo a Trapani (noto come “Bronx”) - che ha visitato ieri mattina - come un ambiente criminogeno e ha richiamato i responsabili delle politiche pubbliche alle loro responsabilità.
Musumeci ha, inoltre, affermato che il suo impegno nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica la condizione carceraria e la necessità di un corretto recupero dei soggetti che mettono in atto condotte devianti è un “dovere civico”.
Ha sostenuto che non è la lunghezza o la crudeltà della pena a cambiare un criminale, ma l’attenzione e il bene ricevuti da cittadini comuni e da volontari disinteressati. Come ricorda il Vangelo in Romani 12:21: “Vincere il male con il bene”. Chi sconta la pena in forme alternative, contribuendo al benessere della società, ha infatti un tasso di recidiva significativamente più basso rispetto a chi subisce la brutale repressione del carcere.
Musumeci, concludendo l’incontro, ha reclamato il “diritto all’affettività” per i detenuti, non solo come spazio per incontri intimi con il coniuge, ma anche per incontri significativi con i figli, magari per svolgere insieme i compiti. Secondo Carmelo Musumeci, coniugi e figli non possono essere condannati a perdere un marito, una moglie, un padre o una madre per colpe che non hanno commesso. Significativo e stimolante il dibattito instauratosi con gli svariati interventi del pubblico presente: domande e riflessioni che hanno testimoniato la necessità di attivare occasioni di reale confronto su temi importanti, come il “Festival delle Libertà” sta facendo e ha intenzione di continuare a fare. Gli appuntamenti proseguiranno mercoledì prossimo, 2 ottobre, sempre alle 17 presso l’Oratorio Salesiano, con un dibattito sul tema dell’informazione manipolata, ospiti il giornalista marsalese Giacomo Di Girolamo e Giuliano Marrucci di Ottolina TV, che collabora da anni con la trasmissione Report di Rai3.









