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di Paola Pottino

La Repubblica, 26 luglio 2025

Un giovane tunisino, detenuto nel carcere Pietro Cerulli di Trapani ieri notte si è tolto la vita: “Aveva già dato segni di fragilità con altri tentativi e atti di autolesionismo”, racconta Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo. Nello stesso giorno, un altro giovane, detenuto nel carcere di Brucoli, con un laccio delle scarpe tra le mani ha minacciato di stringerlo al collo. Giovanni Villari, garante dei detenuti del carcere Cavadonna di Siracusa e della casa di reclusione di Brucoli, lancia un appello accorato per le condizioni dei detenuti nelle carceri dell’Isola. Nella casa di reclusione di Brucoli da lunedì sono senza luce e acqua. I detenuti che per gli spazi consentiti dovrebbero essere 330, sono invece circa 600.

“Sono stato tutta la mattina e parte del pomeriggio all’interno del carcere - racconta Villari - e proprio ieri è arrivato un altro detenuto. Siamo arrivati a 598 persone nelle celle. Il carcere di Brucoli è senza corrente elettrica, completamente al buio. Senza acqua né ventilatori. Ci sono detenuti che non sono nelle condizioni di acquistare l’acqua minerale, ma alcuni compagni pur con poche risorse, acquistano per loro le bottiglie d’acqua. Mi ha colpito molto questo gesto di solidarietà”.

Anche l’infermeria è al buio, le apparecchiature non funzionano. “So che stanno lavorando nel seminterrato dove passano i cavi degli impianti idrici ed elettrici - spiega Villari - e credo che gli operai per lavorare in sicurezza devono necessariamente staccare la corrente”. Da due settimane i detenuti non possono guardare la tv per un problema al segnale televisivo e nessuna attività si può organizzare.

Nel carcere di Siracusa invece si combatte con le cimici. “Si è tentato di fare una disinfestazione ma per ottenere qualche effetto le celle - dice Villari - dovrebbero essere sfollate per almeno 24 ore e monitorare vestiti, lenzuola che sono impregnate delle uova degli animali”.