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di Rino Giacalone

La Sicilia, 6 novembre 2026

Il recluso si trovava all’interno della sezione di isolamento “Tirreno”. All’interno del carcere “Pietro Cerulli” di Trapani si continua purtroppo a registrare decessi. Oggi il secondo nel giro degli ultimi due giorni. Si tratta ancora una volta di un detenuto ristretto in isolamento nel reparto “Tirreno”. il fatto grave risale alla scorsa notte. Gli agenti di guardia sono riusciti a soccorrerlo, trovandolo ancora in vita, ma il decesso è sopraggiunto nell’area di emergenza del vicino ospedale Sant’Antonio. Al momento non si conoscono generalità e nazionalità dell’uomo.

Un altro morto al carcere di Trapani (tp24.it)

La morte di un detenuto di 26 anni nel carcere Pietro Cerulli di Trapani riporta al centro dell’attenzione le condizioni dell’istituto, l’assistenza sanitaria e psicologica e la prevenzione dei suicidi. La notizia, pubblicata da Tp24 il 4 novembre, riguarda un giovane originario del Marocco che si trovava nel reparto Tirreno. Le circostanze dell’accaduto restano da chiarire. Alla notizia sono seguite le prese di posizione di Davide Faraone, della Camera Penale di Marsala e di Sinistra Italiana. Interventi diversi, accomunati dalla richiesta di non fermarsi al cordoglio e di affrontare le criticità denunciate da tempo da detenuti, familiari, avvocati e personale penitenziario.

Faraone: “Avevamo avvertito, il governo è rimasto indifferente” - È un attacco al governo quello del vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone, che nei giorni precedenti aveva già sollecitato un intervento del ministero della Giustizia sulle condizioni del Cerulli. “Sul Cerulli di Trapani siamo stati, purtroppo, facili profeti. Avevamo avvertito che la situazione dell’istituto era tale da scapparci il morto”, dichiara Faraone. Il parlamentare precisa che i contorni della morte del giovane sono ancora da definire, ma richiama il quadro nel quale vivono detenuti e operatori: sovraffollamento, personale insufficiente, degrado di alcune sezioni e carenze nell’assistenza sanitaria. Nel suo intervento cita un dato di affollamento del 123% e denuncia le difficoltà quotidiane della Polizia penitenziaria e degli educatori. “Nonostante gli appelli della polizia penitenziaria, dei detenuti e anche una nostra interrogazione, il governo è rimasto indifferente”, afferma. E domanda: “Che cos’altro aspetta il ministero della Giustizia per rendersi conto di quel che accade al Cerulli e intervenire?”.

La Camera Penale di Marsala: “Non è più sufficiente esprimere preoccupazione” - La Camera Penale di Marsala esprime “profondo sgomento e dolore” per la morte del giovane e rivolge il proprio cordoglio alla famiglia. Nel comunicato, gli avvocati richiamano anzitutto il rispetto degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria, ai quali spetterà ricostruire le circostanze del decesso. Allo stesso tempo chiedono di non rinviare ulteriormente gli interventi sulle condizioni del carcere. “Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a una realtà penitenziaria sempre più drammatica, nella quale il sovraffollamento, il disagio psicologico, le carenze strutturali e la difficoltà di garantire un’adeguata assistenza rischiano di compromettere la dignità e la stessa vita delle persone detenute”.

La Camera Penale ricorda di avere già constatato e denunciato le difficoltà dell’istituto trapanese. Le recenti proteste e le criticità segnalate anche dagli agenti, sottolinea, impongono attenzione immediata. “La privazione della libertà personale non può e non deve mai tradursi nella privazione della dignità, della salute e della speranza”, si legge nella nota. La richiesta è di passare dalle dichiarazioni agli interventi: sostegno psicologico adeguato, prevenzione del rischio suicidario, assistenza e condizioni detentive rispettose della dignità umana. “Non è più sufficiente esprimere preoccupazione dopo ogni tragedia. Occorrono risposte concrete, interventi strutturali”, affermano i penalisti, richiamando la responsabilità dello Stato nei confronti delle persone affidate alla sua custodia.

Sinistra Italiana: “Quale assistenza era stata predisposta?” - Sinistra Italiana concentra il proprio intervento anche sulla condizione del giovane. Secondo le informazioni richiamate nel comunicato, il detenuto si trovava nel reparto Tirreno, indicato come destinato all’isolamento, e avrebbe presentato una particolare fragilità psicologica. Si tratta di circostanze sulle quali il partito chiede chiarimenti, non di una ricostruzione clinica già accertata.

“Se il giovane era considerato psicologicamente fragile, perché si trovava in isolamento? Quali misure di assistenza e prevenzione del suicidio erano state predisposte?”, domanda Sinistra Italiana. Il partito ricorda la visita ispettiva del luglio 2025, durante la quale il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Marco Grimaldi e il segretario regionale Pierpaolo Montalto avevano denunciato condizioni igieniche precarie, temperature elevate nelle celle e criticità nell’assistenza sanitaria. Nella nota viene ricordato che, pochi giorni dopo quella visita, un altro detenuto si tolse la vita. “È trascorso più di un anno. Cosa è cambiato?”, chiede il partito.

Le richieste ai Comuni e alle Garanti - La referente trapanese di Sinistra Italiana, Antonella Parisi, richiama anche le segnalazioni del Garante regionale dei detenuti del marzo scorso, relative in particolare all’approvvigionamento idrico e allo smaltimento dei rifiuti. “Non possiamo più accettare che il carcere Pietro Cerulli venga ricordato soltanto quando muore qualcuno”, dichiara. “Da troppo tempo si susseguono denunce, visite ispettive e segnalazioni ufficiali. Eppure continuano a emergere criticità gravissime”.

Parisi chiede quali interventi siano stati realizzati e se il problema dell’acqua sia stato risolto. Sollecita le amministrazioni di Trapani ed Erice, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, a chiarire le iniziative assunte. Un appello viene rivolto anche alle Garanti comunali dei detenuti, Alessandra Vitalba per Trapani e Francesca Di Caro per Erice, affinché rendano noti gli interventi effettuati e le criticità ancora presenti. “La dignità delle persone detenute non può dipendere dall’attenzione che si accende soltanto dopo una tragedia”, sottolinea. Pierpaolo Montalto chiede invece di verificare l’adeguatezza dell’assistenza sanitaria e psicologica, garantendo condizioni dignitose ai detenuti e tutelando anche il personale penitenziario. “Le istituzioni competenti devono assumersi la responsabilità di intervenire, con provvedimenti concreti e verificabili”, afferma. Sinistra Italiana propone che la situazione del Cerulli venga affrontata pubblicamente nei Consigli comunali di Trapani ed Erice, coinvolgendo le Garanti e le autorità competenti.

Dopo le proteste, le richieste di intervento - La morte del giovane arriva dopo la protesta del 30 ottobre nel reparto Mediterraneo e le successive denunce sulle difficoltà di approvvigionamento dell’acqua, sulle condizioni della struttura e sui contatti tra detenuti e familiari. Un contesto già raccontato da Tp24, che rende ancora più urgenti le richieste di assistenza e prevenzione, senza consentire di attribuire automaticamente a quelle condizioni le cause del suicidio. Le reazioni chiedono risposte su due piani distinti: ricostruire ciò che è accaduto al ventiseienne e intervenire sulle criticità dell’istituto, senza attendere l’esito degli accertamenti per affrontare i problemi già segnalati.

La segnalazione di un altro decesso - Intanto è giunta alla redazione una segnalazione relativa a un altro detenuto che sarebbe deceduto in ospedale nella notte tra il 4 e il 5 novembre. Secondo le prime informazioni, il detenuto si trovava in isolamento nel reparto Tirreno e sarebbe stato soccorso ancora in vita dagli agenti di Polizia penitenziaria. Il decesso è avvenuto nell’area di emergenza dell’ospedale Sant’Antonio Abate. Non sono al momento note le generalità e la nazionalità dell’uomo.