di Rino Giacalone
La Sicilia, 8 novembre 2026
Camere penali e forze politiche chiedono interventi urgenti. Sindacati, forze politiche, avvocati, scendono in campo a proposito delle condizioni del carcere “Pietro Cerulli”. Questo dopo gli ultimi fatti che hanno portato sulle pagine di cronaca il penitenziario. Dapprima la rivolta di una sessantina di detenuti, poi il suicidio di un detenuto di 26 anni, infine la morte per infarto di un altro detenuto, ma come l’altro si trovava recluso in isolamento in una sezione, il “Tirreno”, considerata malmessa sotto tanti profili, a cominciare da quello della vivibilità. Tutte situazioni che erano emerse la scorsa estate con i sopralluoghi dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” e degli avvocati delle Camere penali.
“Il suicidio del giovane detenuto e tutto il resto - dice la Camera penale di Trapani - sono il segnale di una crisi più ampia, caratterizzata da sovraffollamento, carenza di assistenza psicologica e condizioni detentive spesso incompatibili con il rispetto della dignità umana”. Domani mattina intanto una delegazione del sindacato della Uil Fp sarà dentro al carcere per un sopralluogo.
“L’obiettivo - afferma il dirigente sindacale Gioacchino Veneziano - è documentare le condizioni in cui gli agenti sono chiamati a svolgere quotidianamente il proprio servizio e sollecitare interventi di ristrutturazione dell’istituto. L’esito della nostra visita verrà mandato al ministro Nordio, al vertice del Dap, all’autorità giudiziaria. Documenteremo tutto laddove necessario con le foto, sappiamo già di trovare incresciose condizioni igienico-sanitarie, spiace dover dire che molte cose le avevamo già denunciate, non sono state affrontate dall’amministrazione penitenziaria e dal ministero, e si sono aggravate a proposito di salubrità, igiene e condizione strutturale”.
Spesso quando si parla di carcere ci si dimentica di chi vi lavora: il sindacato Uil lancia l’allarme sugli organici, “troppo pochi, 75, per un carico di lavoro gravoso e pericoloso per il personale a fronte di circa 600 detenuti”. La politica è intervenuta poi con due documenti di Rifondazione comunista e Sinistra italiana. “Attendiamo ancora chiarezza sul suicidio del giovane detenuto - dice Rifondazione comunista - grave aver sentito i detenuti parlare di carenze nell’assistenza sanitaria e psicologica, di mancanza d’acqua e dell’impossibilità di mantenere contatti con l’esterno. In una struttura che tanti riconoscono essere sovraffollata ma che così resta da anni”. Sinistra italiana sul suicidio pone un interrogativo: “Se il giovane era considerato psicologicamente fragile, perché si trovava in isolamento? Non possiamo più accettare - dice Antonella Parisi - che il carcere “Pietro Cerulli” venga ricordato soltanto quando muore qualcuno”.









