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di Francesco Patanè

La Repubblica, 20 novembre 2024

Altri 14 agenti sono stati sospesi. A incastrarli le telecamere installate dopo le denunce dei reclusi. Sono accusati di tortura e abuso d’autorità. Undici agenti penitenziari in servizio nel carcere “Pietro Cerulli” di Trapani sono stati arrestati e messi ai domiciliari. Altri 14 sono stati sospesi dal servizio in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Trapani su richiesta del procuratore capo Gabriele Paci. Per i 25 indagati i reati contestati, a vario titolo e in concorso, sono nel dettaglio, tortura, abuso di autorità contro detenuti, falso ideologico, calunnia, nei confronti di persone detenute nella casa circondariale di Trapani. Complessivamente sono 46 gli indagati per cui è scattata la perquisizione domiciliare.

Le indagini sono partite nel 2021. L’ordinanza è stata eseguita dal nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria di Palermo, con l’ausilio di alcuni reparti territoriali coordinati dal nucleo investigativo centrale. L’indagine è scattata dopo alcune denunce dei detenuti del penitenziario trapanese che avrebbero subito maltrattamenti in luoghi privi di telecamere, che una volta installate avrebbero registrato violenze reiterate da parte degli agenti nei confronti dei reclusi. “Un modus operandi diffuso”, affermano gli inquirenti, consistente “in violenze fisiche e atti vessatori nei confronti di alcuni detenuti”. Condotte “peraltro reiterate nel corso del tempo e messe in atto in maniera deliberata da un gruppo di agenti penitenziari in servizio nella casa circondariale di Trapani”.