di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 marzo 2024
L’Italia risulta poco incisiva nella lotta alla tratta degli esseri umani, come indicato nel rapporto del 29 febbraio scorso presentato dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Greta). Questo studio ha rivelato una serie di punti critici che ostacolano l’efficace applicazione della Convenzione, ratificata dall’Italia nel 2010. Nonostante alcuni miglioramenti rispetto al rapporto precedente, il quadro generale rimane preoccupante, in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento lavorativo e sessuale delle vittime della tratta.
Una delle principali preoccupazioni evidenziate nel rapporto è la persistente situazione di sfruttamento del lavoro, concentrata soprattutto nei settori agricolo, tessile, dei servizi domestici, dell’edilizia, del settore alberghiero e della ristorazione. Si segnala inoltre una diminuzione delle indagini, delle azioni penali e delle condanne riguardanti la tratta di esseri umani, con conseguente mancata applicazione di sanzioni efficaci e mancanza di risarcimenti per le vittime. In particolare, il Greta esprime grande preoccupazione per il clima di criminalizzazione dei migranti derivante dal rafforzamento delle misure restrittive sull’immigrazione.
Questo clima, secondo il Comitato, scoraggia molte potenziali vittime della tratta dal denunciare i propri casi per timore di essere detenute ed espulse. Un episodio significativo descritto nel rapporto riguarda l’aumento dei casi di tratta di esseri umani legati al settore agricolo in Italia. Organizzazioni criminali transnazionali sono state segnalate per lo sfruttamento di giovani donne nigeriane attraverso debiti e coercizione.
Questo fenomeno evidenzia la complessità e la gravità della tratta di esseri umani nel contesto italiano, sottolineando la necessità di interventi mirati e coordinati per contrastare efficacemente questa forma di criminalità e proteggere le vittime coinvolte. Inoltre, i dati riportati indicano che il numero di individui coinvolti nella tratta di esseri umani in Italia varia da 2.100 a 3.800 persone. Sebbene la maggioranza delle vittime sia composta da donne, è stato registrato un aumento significativo del numero di uomini e persone transgender coinvolte nella tratta. Ma c’è di più. Il rapporto evidenzia che questi dati ufficiali potrebbero non riflettere appieno la portata reale del fenomeno, a causa delle limitazioni nelle procedure di identificazione delle vittime e del basso tasso di auto- segnalazione. Tra gli sviluppi positivi, si nota l’adozione di un nuovo piano d’azione nazionale contro la tratta, un aumento dei fondi per l’assistenza alle vittime e l’elaborazione di procedure operative standard per l’identificazione delle vittime della tratta e dello sfruttamento.










