sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Corriere del Trentino, 7 marzo 2026

La giunta presieduta da Kompatscher dà il via libera: individuati sei mediatori. Il primo passo era stato registrato a settembre, con la firma del protocollo d’intesa tra la Conferenza locale per la giustizia riparativa del distretto di Corte d’Appello di Trento e la Regione. Ora la giunta regionale dà seguito all’impegno contenuto nel documento, istituendo concretamente il Centro per la giustizia riparativa del distretto di Corte d’appello di Trento (e riservandosi “un approfondimento sull’applicazione del trattamento specifico”). La delibera firmata dal presidente della Regione Arno Kompatscher è stata approvata dall’esecutivo all’inizio di marzo.

E individua i mediatori esperti in programmi di giustizia riparativa (iscritti all’elenco ministeriali) che saranno impiegati nella gestione del centro. L’indicazione segue, di fatto, i criteri fissati dal protocollo d’intesa, ponendo particolare attenzione alla parità di genere, alla diversificazione dei profili, alla valorizzazione delle competenze, all’età e alle professionalità pregresse. Nel dettaglio, i mediatori sono Daniela Arieti, Benedetta Bertolini, Katja Holzner, Mirko Pozzi, Valeria Tramonte e Antonella Valer. Quattro (Arieti, Holzner e Tramonte) avranno un impegno a tempo pieno di 36 ore settimanali, mentre per Bertolini e Valer il monte ore sarà inferiore: 18 per Bertolini e 32 per Valer.

“Con l’istituzione del Centro - aveva spiegato Kompatscher a settembre - vogliamo trasformare la risposta al reato in un’occasione di ricomposizione e ricostruzione dei legami sociali. La giustizia non è solo punizione: è anche restituire dignità alle vittime, favorire l’assunzione di responsabilità dell’autore dell’offesa, offrire partecipazione e prospettive alla comunità. È nostro dovere costruire un ponte tra chi ha sbagliato e il tessuto sociale, promuovendo percorsi che guardino al futuro, non solo al passato”. E ancora: “Vogliamo garantire dignità e possibilità a tutti, anche a chi ha sbagliato. Le iniziative previste mirano anche a costruire un ponte tra il carcere e la società, promuovendo la giustizia riparativa e il reinserimento come strumenti fondamentali per la coesione sociale”. Il centro non si rivolge solo alle vittime di reato e agli autori, ma anche ai loro familiari, a persone di supporto, ad associazioni e istituzioni, in modo da promuovendo un percorso di riconoscimento reciproco e di ricostruzione dei legami con la comunità.