di Mario Parolari
Corriere del Trentino, 25 febbraio 2025
Dai 32 Enti lavoro e iniziative sociali per sostenere i carcerati. Fugatti: “Trentino innovatore”. Da tutto il Trentino Alto Adige e dagli organi di governo, 32 soggetti firmatari tra enti e istituzioni si sono impegnati a dar vita al Distretto dell’Economia Solidale: “Per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale”. “È motivo di orgoglio vedere riuniti attorno a questo tavolo tutti gli attori principali della nostra comunità, in un percorso innovativo a livello nazionale”. Il tavolo a cui fa riferimento il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti è quello attorno a cui ieri 32 soggetti firmatari si sono impegnati a dar vita al Distretto dell’Economia Solidale (Des): “Per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale”.
“Un percorso che punta al reinserimento lavorativo, al sostegno delle persone in esecuzione di pena che vogliono rientrare nel mondo del lavoro”, spiega Fugatti. Gli obiettivi sono il rafforzamento della responsabilità territoriale, la creazione di nuove opportunità lavorative per i detenuti e i soggetti in semilibertà, la promozione di percorsi formativi e il sostegno all’inclusione sociale dei minorenni sottoposti a provvedimenti giudiziari.
I sostenitori dovranno informare le imprese su incentivi per l’assunzione di persone in esecuzione penale, promuovere iniziative culturali e sociali per l’inclusione e supportare il progetto di ristorazione esterno al carcere “Spini Pizza”. Un percorso destinato a svilupparsi attraverso nuove opportunità future, a cui collaborano la Provincia e i soggetti firmatari del Des: la gestione sarà a cura di enti del terzo settore. Il procuratore Sandro Raimondi ha spiegato come “il reinserimento rappresenti la chiave per non delinquere più”, auspicando che il progetto consenta di “lanciare un ponte fra carcere e cittadinanza”. Un plauso al progetto è arrivato anche dal sindaco Ianeselli, mentre il provveditore Santoro ha spiegato l’importanza del “percorso di rieducazione”. La direttrice della Casa circondariale di Trento Annarita Nuzzaci ha ringraziato il Trentino, un territorio dove una persona su cinque è impegnata nel volontariato, mentre il garante dei detenuti Pavarin ha elogiato la Provincia di Trento per la capacità di mettere a terra il progetto.
“Uno dei primi obiettivi del governo è contrastare la delinquenza e riportare la sicurezza nelle nostre città - spiega il sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti, senatore Andrea Ostellari. I dati sulla recidiva lo dimostrano: il condannato che impara un lavoro in carcere, quando poi torna in libertà nella gran parte dei casi non commette più reati. A beneficiarne non saranno solo i detenuti, ma il personale che opera nella Casa circondariale e tutta la comunità trentina”.











