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iltquotidiano.it, 18 dicembre 2025

Qui i detenuti potranno incontrare i propri compagni e le proprie compagne. Alla Casa circondariale di Trento apre la stanza dell’affettività. Uno spazio dedicato ai colloqui intimi tra le persone detenute e i loro partner, realizzato dall’amministrazione penitenziaria con il sostegno della Conferenza e sostenuto dalla Conferenza regionale volontariato giustizia Trentino Alto Adige Sudtirol. Il progetto è stato promosso e accompagnato dalla direzione dell’istituto, guidata da Annarita Nuzzaci, che ha seguito l’intero percorso fino alla sua concretizzazione: rendendo possibile la traduzione operativa di un importante principio di diritto. Un progetto che nasce in risposta alla sentenza n. 10/2024 della Corte Costituzionale, che riconosce il diritto all’affettività come parte fondamentale della dignità delle persone detenute, compatibilmente con le esigenze di sicurezza e ordine.

Il contributo - La stanza, ora completa e agibile, è destinata agli incontri con il coniuge, il convivente o il partner dell’unione civile. La stanza, ora completa e agibile, è destinata agli incontri con il coniuge, il convivente more uxorio o il partner dell’unione civile, nel rispetto delle esigenze di sicurezza e ordine dell’istituto. La Conferenza regionale volontariato giustizia Trentino Alto Adige Südtirol ha contribuito in modo concreto all’allestimento, fornendo il letto matrimoniale con materassi e cuscini nuovi grazie al sostegno dell’azienda Patiflex. Gli altri arredi sono stati messi a disposizione dall’amministrazione penitenziaria.

Al centro, la famiglia - Accanto allo spazio per le coppie, l’associazione ha destinato materiale anche ai bambini, che verrà collocato nello spazio bimbi dell’area verde del carcere, utilizzato nei mesi estivi per i colloqui tra genitori detenuti e figli piccoli. Un ampliamento dell’intervento che rafforza l’attenzione alle relazioni familiari, non solo di coppia ma anche genitoriali. “Oggi sono davvero felice: la stanza degli affetti è completa”, afferma la presidente Lucia Fronza Crepaz. “Solo pochi mesi fa qualcuno ci prendeva in giro quando ne parlavamo- continua- La direttrice ha saputo cogliere lo spirito della sentenza e metterlo in pratica. Insieme ce l’abbiamo fatta”. Un progetto ambizioso nato da una forte convinzione comune. L’iniziativa rafforza la collaborazione tra amministrazione penitenziaria e volontariato e si inserisce nel percorso di umanizzazione del carcere, nel solco della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

La raccolta fondi - Prosegue intanto la campagna di raccolta fondi per la biblioteca del carcere. Infatti, fino al 7 gennaio sarà possibile donare sul sito Ideaginger.it e contribuire all’acquisto di 500 testi e dvd. L’iniziativa è promossa nell’ambito del progetto Liberi da dentro e finanziata anche grazie al bando “Cultura e sport per il sociale 2025” della Fondazione Caritro con il sostegno di Sparkasse per il Crowdfunding, hanno aderito più di sessanta biblioteche su tutto il territorio provinciale e venti librerie.