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di Dafne Roat

 

Corriere del Trentino, 28 marzo 2021

 

Alcuni rinunciano: "Non siamo privilegiati". Personale amareggiato. Il disappunto degli avvocati. L'azienda: erano già nel piano. "Il comparto giustizia non va avanti solo con i magistrati". Il disappunto degli avvocati è espressione chiara del clima di amarezza e malcontento che ieri si respirava a palazzo di giustizia. La decisione dell'azienda sanitaria di smarcarsi dal piano di Draghi, applicando il precedente del governo Conte e procedendo alla vaccinazione dei magistrati e non del personale che lavora all'interno dei tribunali, ha scatenato un terremoto nei palazzi della giustizia. Anche alcuni magistrati, pm e giudici, dopo aver saputo che i cancellieri, gli amministrativi e tutti gli altri lavoratori che ogni giorno danno il proprio contributo per il buon funzionamento della giustizia a ogni livello non erano compresi nel piano, hanno deciso di fare un passo indietro e rinunciare alla somministrazione del siero, prevista per ieri e oggi.

Sono queste le due giornate scelte dall'azienda sanitaria per la vaccinazione di tutti i magistrati trentini, sia del Tribunale ordinario che di quello amministrativo, Corte dei Conti e anche giudici di pace. Sono un centinaio circa. "La categoria dei magistrati non è migliore delle altre o della media dei cittadini italiani", scrive in un post il pm Pasquale Profiti.

"Abbiamo preso consapevolezza che le prenotazioni comunicateci erano solo per noi, per i magistrati, con esclusione di chi ci lavora a fianco, il personale amministrativo, spesso con maggiore esposizione a rischio", continua. Un gesto di responsabilità e grande rispetto verso persone che ogni giorno si spendono al fianco dei pubblici ministeri e dei giudici e anche dei cittadini che attendono con ansia il proprio turno per il vaccino.

"Non siamo dei privilegiati", continua Profiti. Un collega giudice ha inviato un'email alla Croce Rossa, che si occupa delle vaccinazioni nel fine settimana, spiegando le ragioni della propria rinuncia e assicurandosi che le dosi non siano perse ma vengano utilizzate per altre categorie. "Il personale amministrativo - scrive - ha un'età media superiore alla mia (53 anni) e con fattori di rischio, per contatti di lavoro analoghi o superiori al mio".

Una scelta appoggiata dall'Anm sezione del Trentino che, appena saputa la notizia delle dosi "riservate" ai magistrati ha inviato un'email a tutti i colleghi spiegando la situazione. "Come Anm non posso obbligare i colleghi a fare una scelta, ma personalmente ho deciso di rinunciare perché i vaccini devono essere per tutti", spiega la presidente Consuelo Pasquali.

"Giovedì siamo stati contattati per l'adesione, poi ieri (venerdì ndr) ho scoperto che erano riservati solo a noi e così ho avvertito tutti e ho subito contattato l'azienda sanitaria", spiega. L'associazione nazionale magistrati del Trentino aveva chiesto il siero per tutti, come era previsto nel precedente piano. Il governo Conte aveva infatti inserito il comparto della giustizia tra i servizi essenziali, come le forze dell'ordine, e pertanto destinatario di una lista prioritaria, ma con comparto della giustizia si intendeva tutto il personale.

Poi Draghi ha modificato il piano escludendo il sistema giustizia dalle categorie essenziali. La Provincia però ha applicato il piano vecchio. "Quando era stato effettuato l'incontro con le forze dell'ordine c'era anche il procuratore Raimondi - spiega l'assessora Stefania Segnana - nelle altre regioni i magistrati sono già stati vaccinati, erano già in programma per questo abbiamo proceduto, come da piano". Ma l'Anm ribadisce la necessità di vaccinare tutti gli operatori comprese le guardie giurate, tirocinanti e gli addetti alle pulizie.

"I responsabili degli uffici avevano trasmesso la lista completa le convocazioni sono arrivate giovedì pomeriggio, abbiamo pensato fosse solo l'inizio poi solo ieri sera (venerdì ndr) alle 18 abbiamo saputo che la situazione era diversa. Qualche collega ha forse deciso comunque di aderire per non creare disservizi".

Sono amareggiati anche gli avvocati. "Se si decide di vaccinare si devono comprendere nel piano tutti gli attori della giustizia", afferma il presidente dell'Ordine, Michele Russolo. "Vaccinare solo una parte è poco utile, lo scrissi a Fugatti e Benetollo ma alla lettera non mi hanno mai risposto. Vaccinare solo i magistrati non garantisce l'efficienza di un comparto che è già in grande sofferenza e anche gli avvocati hanno un ruolo primario nella giustizia".