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Corriere del Trentino, 19 marzo 2022

“Sappiamo che il carcere di Trento da tempo ha problemi di carenza di personale, insufficiente per il numero di detenuti, per altro superiore agli accordi”. Il presidente Maurizio Fugatti incalza Roma. E ricorda: “Abbiamo informato il ministero, ora sentiremo la direzione del carcere e i sindacati”, afferma a conclusione della seduta di giunta che si è tenuta a Lona-Lases.

La prossima settimana Fugatti riceverà i rappresentanti sindacali degli agenti di polizia penitenziaria in servizio a Spini di Gardolo, un incontro atteso che si terrà a pochi giorni di distanza dalla nuova aggressione avvenuta all’interno della casa circondariale. “Una violenza inaccettabile”, afferma il sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) che denuncia un’escalation di episodi. L’ultimo mercoledì sera quando un detenuto ha aggredito con una spranga metallica (ricavati dal profilato di una finestra), un agente colpendolo brutalmente al capo. L’uomo è stato arrestato per tentato omicidio e questa mattina sarà interrogato dal gip. Una violenza inspiegabile che riapre un’antica ferita. Da tempo i sindacati denunciano le gravi difficoltà di gestione dei detenuti in carcere e la cronica carenza di organici. E ora, a fronte dell’ennesima aggressione, i sindacati Osapp, Uilpa polizia penitenziaria e Fnp Cisl del Trentino hanno indetto una giornata di mobilitazione. Le organizzazioni scenderanno in piazza il 31 marzo con un presidio davanti alla sede del Commissariato del Governo dalle 9 alle 11 del mattino, poi, dalle 14 alle 15.30, si sposteranno in piazza Dante, ai piedi del palazzo della Provincia. Una seconda giornata di protesta sarà organizzata il 4 aprile davanti al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Padova.

Ma sono i numeri a dare il senso delle gravi criticità che la polizia penitenziaria deve affrontare quotidianamente. La pianta organica prevede 227 agenti, ma sono in servizio solo 150, con una carenza organica di ben 75 unità. I sindacati chiedono di incrementare velocemente l’organico con almeno 30-40 nuovi agenti. “Sono passati pochi mesi dalle ultime due aggressioni all’interno dell’istituto penitenziario di Spini di Gardolo eppure, nulla sembra essere cambiato”, afferma la Fp Cgil che chiede un piano di assunzioni.

“Queste aggressioni non possono più essere definite fatti episodici e casuali - spiega Giovanni Virruso. A maggior ragione se anche questa volta l’aggressore era stato segnalato in precedenza a chi avrebbe dovuto prendere provvedimenti non l’ha fatto. Noi continueremo a denunciare la strutturale mancanza di personale e di servizi indispensabili in queste strutture”. La sicurezza e l’incolumità psico-fisica dei lavori restano una priorità per la Fp Cgil: “Servono provvedimenti che invertano in maniera decisa un andamento preoccupante”.