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di Marzia Zamattio

Corriere del Trentino, 24 aprile 2022

Carcere di Spini, si è dimessa la direttrice sanitaria. Con la carenza di organico e una direzione a scavalco con Bolzano, Zanella (Futura) chiede lumi alla Provincia. Sindacati preoccupati.

Non c’è pace per il carcere di tempo. Da qualche settimana, ma la notizia arriva solo ora con l’interrogazione di Paolo Zanella consigliere provinciale di Futura che ha raccolto le preoccupazioni del personale sanitario del carcere di Spini, manca un responsabile alla direzione sanitaria dell’istituto. Il ruolo coperto dal 2016 dalla dottoressa Chiara Mazzetti, responsabile di struttura semplice per la medicina penitenziaria, resta vuoto per le sue dimissioni. “Per un clima non sereno” dice Zanella. “Per un progetto diverso nel quale è impegnata” secondo l’Azienda sanitaria. Che, a fronte della mancanza di una figura così importante, oltre alla carenza di medici e educatori (che si sommano a quella delle guardie, oltre il 30% in meno in un carcere con la direzione a scavalco con Bolzano), assicura: “La situazione è gestita dall’Azienda nell’ambito della riorganizzazione - spiega il direttore Antonio Ferro - abbiamo affidato la fase di transizione, anche con l’individuazione di una nuova direzione, a Simona Sforzin”, direttrice Area cure primarie.

Ma c’è preoccupazione da parte dell’Uspp, l’Unione sindacati di polizia penitenziaria: “Le dimissioni non sono mai belle e destabilizzano il sistema interno organizzativo - spiega il segretario del Triveneto, Leonardo Angiulli - non entriamo nel merito della decisione ma auspichiamo che ci sia al più presto la nomina di una figura così importante”. Ed esprime apprensione per il già precario equilibrio dovuto alla carenza di organico e il conseguente surplus di lavoro per la polizia penitenziaria. Nota positiva, l’arrivo entro l’anno di 30 guardie “ringraziando Fugatti”.

Numeri che si aggiungono ma non raggiungono le richieste e mantengono la casa circondariale di Trento in una situazione gestionale difficile. Come ricorda anche Zanella, nella sua interrogazione al governatore Maurizio Fugatti e all’assessora alla salute Stefania Segnana, “nel carcere di Spini esiste un quadro di carenza di personale preoccupante”. Oltre alle guardie, 150 anziché 227, tarate sui 240 detenuti che invece sono oggi 330 (il 10% con disturbi psichiatrici), vi sono 3 educatori anziché 6, e se sono 14 gli infermieri operanti, mancano i medici, dei quali uno si è già dimesso e un altro non rinnova il contratto.

A fronte di queste carenze, Zanella ricorda il ruolo importante della responsabile della Struttura semplice di medicina carceraria, “coperto dalla dottoressa Mazzetti figura storica del carcere che ha contribuito alla riorganizzazione e al potenziamento del servizio sanitario carcerario, il cui operato - sottolinea - si è contraddistinto per un’elevata tensione di ruolo nella presa in carico dei detenuti con problemi di salute”. Con il rischio, riflette Zanella, “che in questa società dove tutti devono sopravvivere a rimetterci ci siano sempre le persone più fragili”. Nell’interrogazione chiede: il motivo delle dimissioni e i tempi per la sostituzione della responsabile, quanti medici operano nel carcere rispetto al numero richiesto e se garantiscono la copertura h24, poi per i detenuti psichiatrici i tempi per l’avvio del centro diurno per la presa in carico di queste persone e il direttore. “Che non sia più a scavalco, vista la situazione complessa”.