di Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 12 dicembre 2023
L’hanno trovata senza vita nel vano docce del carcere di Trento. Impiccata con un laccio per le scarpe lungo circa 50 centimetri. La vittima è una bolzanina di 37 anni, sulla cui morte i famigliari chiedono chiarezza. “Non avanzano ipotesi di alcun tipo, né lanciano accuse - premette Nettis, il loro avvocato - ma a loro avviso le circostanze in cui la donna sarebbe morta presenterebbero delle perplessità”. Sul caso indaga la Procura di Trento.
“Non avanzano ipotesi di alcun tipo e nemmeno lanciano accuse - premette Nicola Nettis, l’avvocato al quale lo zio e la mamma della vittima si sono rivolti - ma a loro avviso le circostanze in cui la donna sarebbe morta presenterebbero delle perplessità. A partire dalle modalità con cui sarebbe avvenuta l’impiccagione: dal momento che pesava circa 80 chili, si domandano se sia possibile che un laccio abbia retto a una tale sollecitazione”. La donna, oltretutto, per lo meno in presenza dei famigliari, non avrebbe mai mostrato segnali che potessero indurli a pensare che fosse intenzionata a compiere un gesto estremo. “E questo - continua il legale -, anche perché, tra pochi mesi, avrebbe potuto lasciare il carcere: dopo un paio d’anni di detenzione, in seguito a una condanna per reati contro il patrimonio, avrebbe potuto chiedere l’accesso a una misura alternativa, che con ogni probabilità le sarebbe stata concessa. Sul caso, la Procura di Trento ha già aperto un fascicolo d’indagine. Con il conferimento ufficiale dell’incarico, Nettis potrà fare richiesta di accesso agli atti e confrontarsi con il pm titolare dell’inchiesta anche, eventualmente, perché possa essere disposta un’autopsia che chiarisca le cause del decesso.










