sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Dafne Roat

Corriere del Trentino, 28 settembre 2025

Presidente Arno Kompatscher ha firmato il protocollo d’intesa per l’istituzione del Centro per la giustizia riparativa. “La giustizia non è solo punizione. Vogliamo trasformare la risposta al reato in un’occasione di ricomposizione e ricostruzione dei legami sociali”. Le parole del presidente della Regione Arno Kompatscher sono esemplificative del significato della giustizia riparativa e di un progetto che vuole “restituire dignità alle vittime” dando nel contempo una chance di riscatto, di reinserimento sociale, a chi ha sbagliato.

Perché la giustizia è anche “favorire l’assunzione di responsabilità dell’autore dell’offesa, offrire partecipazione e prospettive alla comunità”, ha spiegato il presidente, a margine della firma del Protocollo d’intesa, siglato tra la Conferenza locale per la giustizia riparativa del distretto di Corte d’appello e la Regione per l’istituzione del Centro per la giustizia riparativa. Il protocollo è propedeutico all’apertura del Centro a Trento e rappresenta un passaggio fondamentale per rendere effettivo e concreto il diritto di accedere ai programmi di giustizia riparativa in materia penale.

L’accordo stabilisce che il Centro dovrà garantire fin dall’avvio la piena fruibilità dei programmi, assicurandola presenza di personale qualificato e in particolare di mediatori esperti in programmi di giustizia riparati va iscritti all’ elenco ministeriale. Particolare attenzione sarà riservata alla parità di genere e alla diversificazione dei profili dei mediatori, valorizzando l’età, competenze e professionalità pregresse. Il protocollo prevede inoltre la presenza di interpreti bilingue che siano anche traduttori, in modo tale da rendere accessibile il percorso a tutte le persone coinvolte. L’accesso ai programmi sarà gratuito, su base volontaria e indipendentemente dalla tipologia o dalla gravità dei reati.

L’obiettivo resta quello di “costruire un ponte - come sottolinea il presidente Kompatscher - tra il carcere e la società”. Il Centro, infatti, non si rivolge solo alle vittime di reato e all’autore, ma anche ai loro familiari, ad associazioni e istituzioni, al fine di promuovere un percorso di riconoscimento reciproco e ricostruzione dei legami con la comunità.

Intanto nell’ultima riunione di lunedì la giunta comunale di Trento ha approvato il protocollo d’intesa “Manifesto per il Tavolo per la cultura riparativa di Trento” che viene integrato con l’inserimento del Tribunale dei minori e del Garante. L’obiettivo è quello di creare una rete tra enti pubblici e privati, istituzioni e associazioni per promuovere i valori riparativi, valorizzando quindi il dialogo tra le parti e facilitare il coinvolgimento della comunità, consapevoli del fatto che la repressione e l’imposizione di soluzioni da parte di terzi spesso non sono efficaci nella gestione di un conflitto. Si parte dalla scuola e dai contesti educativi anche per favorire esperienze di cittadinanza attiva.