Corriere del Trentino, 26 settembre 2026
In tre anni l’iniziativa dell’associazione ha permesso a sette persone di reinserirsi nella società. A colpire la commissione di valutazione è stato “il duplice valore” del progetto. Da un lato l’impegno a “prevenire l’isolamento nel passaggio alla vita fuori dal carcere”, dall’altro lo sforzo di “strutturare un’esperienza di volontariato formativa e continuativa”. Per questo Fondazione trentina per il volontariato sociale ha deciso di assegnare ad Apas (l’associazione provinciale di aiuto sociale per i detenuti, per gli ex detenuti e le loro famiglie) e al suo progetto “Una casa per ricominciare” il Premio di solidarietà, arrivato alla diciassettesima edizione.
La consegna del premio è in agenda lunedì sera, alle 20.30, all’auditorium comunali di Lavis, nel corso dello spettacolo teatrale “Attraverso la mia ombra” di Mattia Archinito, inserito nel programma della dodicesima Settimana dell’accoglienza.
Nel dettaglio, il progetto - durato tra luglio 2023 a giugno 2026 - ha messo a disposizione un appartamento a Levico per persone uscite dal carcere, seguite quotidianamente da volontari dell’associazione. Sette sono le persone che sono state accolte nei tre anni di attivazione del progetto, per soggiorni variabili dai 12 ai 18 mesi. Alla base dell’iniziativa, due obiettivi: l’inserimento stabile nel mondo del lavoro e la ricerca di una nuova casa al termine del percorso. Un modo, di fatto, per permettere alle persone di tornare a condurre una vita normale dopo l’esperienza del carcere.
Un progetto che ha avuto successo: tutte le persone che sono state accolte nell’appartamento di Levico, infatti, hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato, hanno raggiunto un’autonomia economica e hanno trovato una casa, anche grazie ai contatti di Apas e alle relazioni costruite sul posto di lavoro. Per rendere possibile questi risultati, l’associazione si è avvalsa dell’impegno di dodici volontari, con un turnover naturale nel corso del triennio: i volontari hanno lavorato in particolare nel fine settimana in attività di socialità, ma anche in momenti di ascolto per accompagnare e rendere meno complessi i passaggi più difficili del reinserimento.









