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lavocedeltrentino.it, 24 marzo 2025

In 145 affidati ai servizi sociali. 73 stranieri sottoposti a misure alternative. In Trentino, il numero di condannati sottoposti a misura alternativa alla detenzione ha registrato un calo nel 2023 rispetto all’anno precedente. Secondo i dati pubblicati da Ispat (Istituto di Statistica della Provincia di Trento), nel 2023 sono stati 197 i soggetti coinvolti, rispetto ai 221 del 2022 e ai 222 del 2021. L’analisi dei dati, suddivisi per cittadinanza, genere e tipo di misura, rivela tendenze interessanti. I cittadini italiani continuano a rappresentare la maggioranza (124 nel 2023), con una netta prevalenza maschile (106 uomini contro 18 donne). Tra gli stranieri, la presenza femminile è quasi nulla (0 nel 2023), mentre i maschi stranieri sottoposti a misure alternative sono stati 73. Va ricordato che la presenza degli stranieri sul nostro territorio è dell’8%. Tra le misure applicate, l’affidamento in prova al servizio sociale risulta di gran lunga la più utilizzata, con 145 casi nel 2023, di cui 17 riguardanti tossico/alcoldipendenti.

Seguono, a distanza, la detenzione domiciliare (47 casi) e la (sempre 47 casi) e la semilibertà (solo 5 casi). Nessun caso è stato registrato nella categoria “altre misure” (come libertà vigilata o semidetenzione), ormai assente dai dati dal 2020.

Il confronto temporale mostra un picco nel triennio 2021-2022, coincidente con gli anni post-pandemici, periodo in cui si è registrata una maggiore attenzione all’uso di misure detentive non carcerarie, forse anche per motivi legati alla gestione sanitaria e al sovraffollamento delle carceri. Questa evoluzione suggerisce una tendenza verso un approccio più sociale e riabilitativo alla pena, in linea con le indicazioni del sistema giuridico italiano, che prevede l’uso della custodia sola come estrema ratio. Il calo complessivo del 2023 potrebbe però indicare anche una fase di assestamento o un cambiamento nelle strategie giudiziarie. Resta centrale il dibattito sulla reale efficacia delle misure alternative nel favorire il reinserimento sociale dei condannati e sulla necessità di rafforzare i percorsi di supporto, in particolare per i soggetti più fragili, come i tossicodipendenti.