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Corriere del Trentino, 10 settembre 2020

 

Spini di Gardolo, ora si prepara la stagione. Il 6 luglio, dopo un periodo di chiusura totale, sono iniziate le attività della scuola estiva al carcere Spini di Gardolo: "L'unico caso in Italia in cui vengono organizzati corsi estivi, interamente basati sull'attività volontaria" ci racconta Silvia Larcheri, professoressa al liceo "Rosmini" di Trento e una delle coordinatrici del progetto.

Quella estiva a Spini di Gardolo è una scuola da sempre apprezzata dagli studenti, ma di cui vi era particolare bisogno soprattutto adesso, dopo che i detenuti hanno passato mesi chiusi in cella, sdraiati sulle brandine: "Non essendoci internet all'interno delle aule in carcere, non abbiamo potuto fare didattica a distanza. Quindi fin da subito abbiamo preparato materiale cartaceo, imbustato, e consegnato agli studenti detenuti. Ad un certo punto del lockdown, è stato anche possibile per loro restituirci il materiale".

Da quel momento lo scambio è stato più intenso, ci racconta Larcheri: "Mi sono resa conto che quel materiale che mandavamo noi professori e che avevamo pensato per ciascuno di loro era quasi un'ancora di salvezza. Uno studente ci ha scritto: quando ricevo la vostra busta è come scartare i regali di Natale".