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L’Adige, 15 luglio 2026

Ricordata Abral Jarrar, la 21enne morta suicida a Spini. Pavarin: “Stranieri senza permesso di soggiorno esclusi dall’anagrafe per una circolare del Ministero degli Interni a mio avviso illegittima”. Si è aperta con il ricordo di Abral Jarrar, la 21enne morta suicida nella casa circondariale di Spini di Gardolo, di cui sono state lette due poesie, la conferenza stampa organizzata presso il Laboratorio di Apas in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle carceri promossa dall’Alleanza per l’Articolo 27. In questo momento nel carcere di Trento ci sono 425 detenuti, di cui 46 donne e 379 uomini (di cui 123 protetti).

Mentre nel resto delle carceri italiane le persone con background migratorio rappresentano circa un 30%, nel carcere di Trento superano il 50%: delle 46 donne 19 sono straniere, mentre dei 379 uomini 209 sono stranieri. Complessivamente, inoltre, 327 detenuti sono definitivi, mentre 98 sono ancora imputati.

Hanno partecipato alla visita alla casa circondariale Chiara Turrini, Fabio Vettori, Violetta Plotegher (Atas), Giovanni Maria Pavarin (garante per i diritti delle persone detenute), Maria Coviello (Apas), Marco Crespi (Aquila Basket) e Lucia Fronza Crepaz (presidente della conferenza regionale volontariato giustizia). Il carcere di Trento soffre di “poco lavoro e poche occasioni di reinserimento”, ha osservato Pavarin parlando con i giornalisti.

“L’immigrazione ha un peso specifico nel carcere di Trento. E qui devo fare un appunto. Per legge, il detenuto che non ha residenza in Italia ha il diritto di essere inserito alla lista anagrafica del Comune in cui ha sede il carcere. Esiste però una circolare del Ministero degli Interni che impedisce l’iscrizione al Comune di Trento degli stranieri privi di permesso di soggiorno. È una circolare a mio avviso illegittima. Ne ho chiesto la disapplicazione al sindaco di Trento, e sono in attesa di una sua risposta”.