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rainews.it, 16 luglio 2025

Il 30 luglio giornata di mobilitazione, accogliendo l’appello del Presidente Mattarella. A Trento presenti 381 detenuti a fronte di una capienza prevista di 240. Il Garante dei diritti dei detenuti della Provincia di Trento Giovanni Maria Pavarin aderisce alla proposta della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà che ha indetto per il 30 luglio prossimo una giornata di mobilitazione per far fronte al problema del sovraffollamento nelle carceri. Il carcere di Trento a Spini di Gardolo era stato realizzato nel 2010 prevedendo una capienza di 240 detenuti. Al 30 giugno 2025 erano 381. Uno dei problemi che più affliggono i detenuti (e il personale) è il caldo soffocante all’interno della struttura. La manifestazione è stata indetta “per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare la politica” a un mese esatto dall’appello del presidente della Repubblica che il 30 giugno scorso, rivolgendosi al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), ha sottolineato la necessità del rispetto dei diritti nelle carceri.

“Venite e vedete, venite e ascoltate!” è l’appello che Pavarin fa proprio: i parlamentari e i consiglieri provinciali di Trento, fa sapere, sono invitati a fare ingresso presso l’istituto di Spini di Gardolo, unitamente al Garante, per il giorno 30 luglio. L’obiettivo è sensibilizzare deputati e senatori per far approvare la norma proposta da Roberto Giachetti (deputato di Italia Viva) che aumenta le giornate premio per buona condotta, portandole da 45 a 75 ogni sei mesi. Proposta che aveva avuto il sostegno del presidente del Senato La Russa (FdI), colpito dalla accorata testimonianza dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno (già Alleanza Nazionale) in carcere dal 31 dicembre scorso e che ha denunciato più volte il profondo disagio vissuto a Rebibbia.

Intanto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha accertato che 10.105 detenuti cosiddetti definitivi - con pena residua sotto i 24 mesi, per reati diversi da quelli ostativi di cui all’articolo 4 bis della Legge di ordinamento penitenziario e che negli ultimi 12 mesi non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi - sono potenzialmente fruitori di misure alternative alla detenzione in carcere.

Di conseguenza, al ministero della Giustizia è stata istruita una task force che ha già attivato interlocuzioni con la magistratura di sorveglianza e con i singoli istituti penitenziari per favorire la definizione delle posizioni. Il gruppo, insediato oggi, si riunirà con cadenza settimanale e trarrà le sue conclusioni entro settembre 2025.