Corriere del Trentino, 22 aprile 2026
Il titolare di “Ibris” forma i detenuti. Eventi durante l’estate nel locale in vista dell’inaugurazione. La pizza di Ibris “sbarca” in carcere. O meglio, per due volte la settimana, i detenuti hanno la possibilità di apprendere l’arte dell’impasto e i segreti della lunga lievitazione di Ibrahim Songne, titolare della “Pizza al taglio Ibris” e di “Ibris pizza & drink” di via Cavour. Da alcuni mesi anche insegnante. Dopo l’esperienza nella sezione maschile dell’istituto penitenziario di Spini di Gardolo, l’imprenditore 34enne originario del Burkina Faso e in Italia da quando ne aveva 12, passerà a breve anche al reparto femminile, per concludere il corso entro f i ne giugno. In vista dell’apertura di “Spini Pizza”, il progetto di reinserimento sociale dei detenuti promosso dalla Procura (voluto dall’ex procuratore capo Sandro Raimondi), con il coordinamento della Provincia, in collaborazione con il Comune, l’amministrazione penitenziaria e il Tribunale di sorveglianza, “che aprirà a fine agosto inizio settembre”, annuncia l’assessore alle politiche sociali, Mario Tonina.
Nel frattempo, durante l’estate verranno organizzati dagli enti promotori del progetto vari eventi nella struttura in fase di conclusione, in vista della sua inaugurazione ufficiale. Annunciata entro Pasqua nel dicembre scorso, è slittata di qualche mese per problemi tecnici di allestimento delle cucine. Sarà comunque proprio lì, allo “Spini Pizza” che molti dei circa 80 detenuti che hanno aderito al corso da pizzaiolo (tra cui una ventina di donne) sperano di approdare, una volta usciti dal carcere. Una seconda opportunità per loro.
Una seconda vita, come auspicato dai soggetti interessati dal progetto, Camera penale e Ordine degli avvocati di Trento compresi. Intanto, le mani in pasta, nel vero senso della parola le mette, e le fa mettere, Ibrahim Songne, che ha visto l’adesione di detenuti dai 19 ai 59 anni, di ogni nazionalità, che per due volte la settimana hanno seguito tutta la lavorazione della pizza, dalla lievitazione alla cottura. Con degustazione finale tutti insieme. “Sono molto soddisfatto dell’adesione e dell’entusiasmo che ho visto da parte delle persone che hanno partecipato al corso, promosso dall’Istituto Alberghiero di Levico Terme”, spiega Songne. “Non ero certo di saper fare l’insegnante, ero solo certo della mia passione, delle mie conoscenze e della volontà di imparare un nuovo mestiere”, conclude.
Il successo in carcere è stato siglato anche da una lettera scritta a mano da un detenuto: “Caro mastro - scrive il giovane - con le tue pizze ci hai unito come un nastro fatto di amicizia, rispetto, sacrificio e sogni luminosi come un astro. Sogni che tu hai saputo realizzare con sacrificio raro. Tu partito da zero sei arrivato a fare un impero con farina “00”. Ti rispettiamo non solo per questo ma per ogni tuo gesto. Sai unire in amicizia persone di ogni razza con il tuo nastro. Ti ringraziamo con tutto il cuore. Sei uno degli esseri umani più belli conosciuti fino ad oggi”.











