di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 3 luglio 2025
Una recente proposta di legge intende obbligare i futuri magistrati a 15 giorni e 15 notti in carcere, in modo che sperimentino le condizioni che si troveranno poi a infliggere con arresti e sentenze. Ma già oggi nei primi sei mesi di tirocinio “generico” fanno uno stage nei tribunali di sorveglianza con visite nelle carceri. In Veneto, ad esempio, i 23 magistrati in tirocinio (mot) sono entrati il 2, aprile negli istituti penitenziari di Venezia e Padova, e nell’Ipm carcere minorile di Treviso (città dove ha residenza il ministro Nordio): il più sovraffollato d’Italia, con presenze arrivate anche a 20 ragazzi in celle pensate per 12 posti, con detenuti costretti a dormire a terra su materassi stesi negli spazi residui.
E proprio la visita all’Ipm di Treviso deve aver talmente scosso i “mot” veneti da indurli a una “colletta” per almeno una rete da letto: gesto simbolico e vagamente ingenuo perché ovviamente non sono ammessi acquisti esterni, e dunque riconvertito in un contributo al cappellano che poi vedrà come meglio impiegarlo.
In attesa della chiusura a fine anno di quello di Treviso se aprirà il nuovo Ipm di Rovigo, il ministero a metà maggio ha rimarcato di aver “sfollato” alcuni detenuti per far scendere il numero da 29 a 20, aumentato i funzionari pedagogici, e nominato direttore e comandante. L’8 giugno solo l’intervento degli agenti penitenziari ha evitato il peggio di un incendio innescato da tre detenuti, uno dei quali trasportato in braccio all’infermeria perché la barella non passava dall’unico ingresso della sezione.











