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di Federico Cipolla

La Tribuna, 14 aprile 2022

Le proteste sono riprese in mattinata, e sono state fermate dai poliziotti in tenuta anti sommossa. “I detenuti hanno usato un pretesto per aizzare la protesta”, sostiene il sindacato di categoria. Carne di maiale servita anche ai detenuti musulmani. È questo “il pretesto” per l’innesco della rivolta in atto da mercoledì sera al carcere minorile di Santa Bona, secondo Donato Capece, segretario generale del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. “11 detenuti su 13 hanno utilizzato un pretesto in tempo di ramadan, perché in carcere vengono serviti menù distinti in base alla religione”, riferisce.

La protesta è scattata martedì sera, quando 11 detenuti hanno date alle fiamme i materassi, e hanno messo a soqquadro tutto il carcere minorile. Si è alzata una nuvola di fumo nera, visibile a molti metri distanza. L’intervento della Polizia penitenziaria e dei vigili del fuoco ha riportato l’ordine dopo alcune ore. Ma mercoledì mattina la protesta è ripresa, e sono dovuto intervenire gli agenti in tenuta antisommossa.

Per Capece bisogna “modificare la legge che oggi prevede che detenuti fino a 25 anni possano continuare a stare ristretti in carceri minorili: una scelta politica sbagliata, che favorisce l’Università del crimine nei minorili, altro che la rieducazione”. Il Sappe denuncia proprio “lo stato di abbandono del personale di Polizia Penitenziaria dell’Istituto penale per minorenni di Treviso”.

“Da questi gravissimi fatti, da condannare e che non devono ripetersi, emerge un quadro, per nulla nuovo, ingestibile, fatto di carenze di personale, in particolare nell’area pedagogica, che aprono falle anche sul versante della sicurezza”, sono le parole di Marta Casarin, segretaria generale della Fp Cgil di Treviso, che non appare stupita dall’accaduto e denuncia che “come sindacato, registrate le forti preoccupazioni del personale, abbiamo più e più volte richiamato l’amministrazione della struttura e anche i livelli nazionali ma amaramente senza alcun riscontro”.