di Silvia Madiotto
Corriere del Veneto, 30 luglio 2019
"Il vostro tempo è limitato perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro". Le parole di Steve Jobs, il fondatore della Apple e creatore degli iPhone, oggi decorano la sala conferenze della casa tecnologica degli industriali trevigiani, il FabLab di Unis&f in via Venzone.
Quel motto era un incitamento rivolto ai giovani, a chi prenderà in mano il futuro, e sono proprio dei ragazzi ad averlo trasformato in un murale nato dalla stampa digitale e dalla computer grafica.
Ragazzi speciali, che hanno avuto i loro problemi e oggi si stanno ricostruendo una vita all'interno del carcere minorile: hanno partecipato a un laboratorio che li ha portati a confrontarsi con le aziende, a esprimere la loro creatività e a realizzare progetti sfidanti per i grandi industriali, per portare un giorno ciò che hanno imparato all'istituto penale nel mondo del lavoro.
Il "Progetto restyling pareti" ha coinvolto sei giovani detenuti di Santa Bona: lì, oltre alle lezioni tradizionali fanno sport, educazione alla cittadinanza, educazione cinofila con i cani abbandonati, studiano informatica e mettono a frutto la loro fantasia e la loro manualità nei laboratori della Bottega Grafica. "Il corso si è inserito in un percorso che da diversi anni si realizza nell'istituto penale minorile - spiega la direttrice Carla Sorice.
La collaborazione con Assindustria ha però aperto ai ragazzi una nuova e diversa prospettiva, consentendogli di confrontarsi con una realtà formativa e produttiva con cui normalmente non avrebbero avuto contatti". Seguiti da due docenti esperti di grafica, Marco Morbiato e Leonardo Marzi, hanno lavorato in gruppo ma con un impegno individuale molto forte e deciso: "Entrambe queste dimensioni di lavoro - sottolinea la direttrice - non sono scontate né usuali per i ragazzi".
E il risultato ha lasciato tutti a bocca aperta. Unis&f, la società di servizi e formazione degli industriali di Treviso e Pordenone, ha deciso di non concentrarsi solo sulle aziende ma di aprirsi alla comunità: "Non possiamo non tenere conto del ruolo e della valenza sociale e culturale che ha il mondo dell'impresa nel nostro tessuto socio-economico" sottolinea la presidente Sabrina Ferraro. Per questo ha contribuito a finanziare un corso di computer grafica all'interno dell'Ipm trevigiano (che è l'unico di tutto il nordest).
Dai manager e dal responsabile di Unis&f Giuseppe Antonello è arrivata una sola indicazione, ovvero la centralità del logo cubico del FabLab. Da quel concetto chiave in poi sono stati i ragazzi a ideare e sviluppare il progetto, grazie a disegni fatti a mano e inserti tipografici con frasi che fossero significative e adeguati ai luoghi.
Ed ecco che i cubi escono dalle pagine aperte sopra la libreria, si tuffano nella tazza di caffè della stanza relax come zollette di zucchero, sfondano lo schermo di un computer e volano verso un drone nel laboratorio di informatica. Nell'officina i cubi si prendono la scena accanto a bulloni e viti leggeri come piume, mentre diventano un robot parlante sopra la stampante.
In sala conferenze invece accompagnano le frasi pronunciate da Socrate "L'unica vera saggezza è sapere di non sapere nulla", dal filantropo W. Clement Stone, "La chiarezza di intenti è il punto di partenza di ogni successo" e dall'allenatore di football Vince Lombardi, "Vincere non è tutto, lo è il provare a vincere". La collaborazione fra gli industriali e il carcere minorile non si ferma qui, ci sono già altre idee per avvicinare i giovani alle realtà produttive della Marca.










