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di Mauro Favaro

Il Gazzettino, 15 maggio 2026

Nuovo protocollo d’intesa tra Enea, l’ex Israa e il Cvs: varie mansioni e accesso dopo una serie di valutazioni. Detenuti nelle case di riposo della città per stare accanto agli anziani e, in generale, per contribuire alla loro assistenza. L’obiettivo è duplice: permettere ai giovani, anche minorenni, che hanno avuto problemi con la giustizia di rendersi protagonisti di un’attività di riparazione sociale, come volontariato, aiutando così le persone più fragili. È questo, in sintesi, il fulcro del nuovo protocollo d’intesa tra Enea, l’ex Israa, e il Cvs - Centro di servizio per il volontariato di Treviso e Belluno. Quest’ultimo, tramite la cooperativa La Esse, ha proposto all’ipab di inserire nei propri centri servizi per anziani sia minori che giovani adulti sottoposti a provvedimenti penali per fare in modo che possano portare avanti delle attività di riparazione sociale.

Si potrà andare dalle pulizie a piccoli interventi di manutenzione, fino alla cura del verde e così via. Ma non ci sono limitazioni specifiche, se non quelle, ovvie, legate alle attività di natura socio-sanitaria. La selezione delle persone con provvedimenti penali sarà accurata. Le porte delle case di riposo, meglio chiarirlo, non sono aperte a tutti. Gli inserimenti diventeranno effettivi solo a fronte dell’esito positivo del colloquio tra il tutor de La Esse, la direzione della singola struttura e il servizio educativo. “Affinché l’inserimento possa essere positivo sia per l’interessato che per i residenti”, si specifica del decreto siglato da Enea.

In ogni caso l’attività di riparazione sociale volontaria verrà sempre svolta con l’affiancamento del servizio educativo della casa di riposo. Il tutto senza costi aggiuntivi per l’ipab: sarà direttamente il Csv a stipulare l’assicurazione e la polizza infortuni a copertura delle attività dei minori e dei giovani accolti nelle case di riposo.

Si punta a fare in modo che l’inserimento sia vantaggioso per entrambe le parti. Proprio negli ultimi giorni Enea ha evidenziato la necessità di procedere con la sostituzione di 100 operatori socio-sanitari nel corso di quest’anno, in primis per colmare i buchi lasciati negli organici da chi va a lavorare negli ospedali. Parallelamente l’ipab ha previsto di assumere 20 operatori ausiliari in più. Le attività di volontariato dei detenuti di certo non risolveranno il problema del personale. Ma possono comunque dare una mano.

Negli anni scorsi anche il Parco del Sile, ai tempi dell’ex presidente Nicola Torresan, oggi capogruppo della Lega in consiglio comunale, aveva accolto dei detenuti per vigilare sull’area protetta. In questo caso accompagnavano il vigilante del Parco nelle ispezioni per due giorni alla settimana: dalle 8 alle 12 e alle 14 alle 17.

Dieci anni fa, infine, il Comune di Villorba aveva stretto un accordo con il carcere di Santa Bona. Il titolo era ad effetto: “Pala e piccone”. Ma ovviamente non si parlava di lavori forzati. Anzi. Il progetto prevedeva che due persone finite dietro le sbarre andassero a lavorare per sei mesi per il municipio. A costo zero per le casse comunali, se si escludono assicurazioni. Oggi, invece, Enea non dovrà tirare fuori soldi nemmeno per queste.