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di Mauro Favaro

Il Gazzettino, 26 giugno 2025

Il testo è stato inviato al vescovo Michele Tomasi e, idealmente, a tutti i fedeli. “C’è molta sofferenza nel mondo, segnato dalla guerra e dal male. Di fronte alla sofferenza che vediamo, che viviamo e che anche noi abbiamo provocato, è difficile dire che questo è un tempo speciale. Ma vorremmo così tanto che il popolo di cui ci sentiamo parte sapesse che dietro al muro del carcere ci siamo anche noi, in un cammino di consapevolezza e responsabilità, che parte dal pentimento e prova a rinascere e ricostruire esistenze”. È questo il fulcro della lettera che un gruppo di detenuti del carcere di Santa Bona ha spedito al vescovo Michele Tomasi e, idealmente, a tutti i fedeli della diocesi di Treviso.

L’occasione è il Giubileo della Speranza. Proprio questa è la parola che ricorre più spesso. “Sentiamo che questo tempo è l’occasione per rivolgerci come piccola Chiesa che è nel carcere alla grande Chiesa della diocesi di Treviso - continuano - sentiamo la speranza anche come l’apertura di una porta tra noi e voi, il superare quei muri di indifferenza, pregiudizio e paura che ci possono essere”.

Ci sono dei legami già stretti. Oltre alla cappellania del carcere, con don Piero Zardo, a Santa Bona c’è anche un operatore della Caritas che partecipa ai progetti, sia nella casa circondariale che nell’istituto penale per minori. L’anno scorso sono stati messi a disposizione 15mila euro per piccoli aiuti economici ai detenuti.

Anche solo per poter telefonare a familiari e avvocati. Dieci detenuti, poi, sono stati coinvolti in attività di studio assistito, realizzate in collaborazione le con le associazioni. “Inoltre, 12 persone hanno svolto servizio in Casa della Carità - spiega Paola Pasqualini, vicedirettrice della Caritas - in permesso premio, misura alternativa alla detenzione, lavori di pubblica utilità o percorsi di volontariato”. L’anno scorso, infine, la canonica di Varago ha accolto 4 detenuti, attraverso il progetto Sicomoro, in pena alternativa o appena usciti dal carcere e ancora alla ricerca di una sistemazione.