Il Gazzettino, 20 maggio 2020
Il carcere minorile, l'Ipm di Treviso, insieme agli istituti penitenziari per minori di Massa e Milano, sono i primi in Italia ad aprire le porte alla didattica a distanza per i minori reclusi regolarmente iscritti ai percorsi di scuola media e di scuola superiore. Solo tre gli istituti penali per minorenni, dei 17 esistenti nel nostro paese, che hanno scelto di percorrere la strada delle lezioni a distanza, attivata nel rispetto delle disposizioni di salute pubblica e della sicurezza. Oltre che costruita come un abito su misura.
Il tutto è possibile grazie alla messa a punto di una piattaforma realizzata per il percorso scolastico a distanza attivata secondo le disposizioni fornite dal ministero della giustizia. E sono una decina nell'anno scolastico in corso gli studenti minori dell'Ipm di Treviso regolarmente iscritti alla scuola media, al biennio delle superiori o al triennio conclusivo.
Impegnati ormai da due settimane con la ripresa delle lezioni per la prima volta da remoto. Un progetto di realizzazione del diritto allo studio, che a livello nazionale vede tra i protagonisti anche l'Ipm trevigiano, capace di fare scuola di inclusione nel panorama nazionale, reso possibile a Treviso grazie alla forte sinergia tra gli insegnanti e la preside del Cpia Alberto Manzi, Michela Busatto, con la direzione e gli educatori dell'Ipm di Treviso: "Per noi è una normalità il fatto di dedicarci ai ragazzi dell'Ipm trovando strategie e soluzioni nel rispetto del diritto allo studio spiega la dirigente Michela Busatto Avendo incentivato la didattica a distanza per tutti i nostri studenti adulti e minori parimenti ci siamo impegnati a creare possibilità di didattica a distanza anche per gli studenti dell'Ipm per non lasciarli soli".
Un ritorno a scuola che vale doppio. Le lezioni da remoto per gli studenti dell'Ipm si svolgono all'interno di aule dedicate. Nel rispetto delle indicazioni da seguire per il contenimento dell'emergenza sanitaria gli studenti vengono affiancati dagli agenti educatori. Rispettando la distanza di sicurezza con al massimo uno o due studenti per aula. E l'obbligo dell'uso dei dispositivi di protezione.
Attraverso la piattaforma dedicata infine i docenti possono svolgere le video-lezioni a distanza per ciascuna materia: "Anche la scuola in carcere è in continuo aggiornamento come la didattica a distanza in tutti gli istituti scolastici - spiega la professoressa Maria Concetta Bonetti, docente del Cpia e coordinatrice dei percorsi scolastici all'interno del carcere minorile - Oltre alla didattica il valore più importante per i nostri ragazzi è quello umano. E per noi docenti la possibilità di poter continuare a essere vicini al loro percorso scolastico. Per i nostri studenti la scuola ha un valore aggiunto per il futuro. Non solo perché li fa sentire meno soli. Ma perché il percorso educativo e scolastico rappresenta la finestra sul mondo. La strada che permette il ritorno e l'inserimento nella società".










