Corriere del Veneto, 23 febbraio 2023
Dopo la rivolta dell’aprile del 2022, con un incendio appiccato da alcuni giovani detenuti che lo avevano reso inagibile, il carcere minorile di Treviso di Santa Bona tornerà operativo tra qualche giorno, con una capacità di sette celle. La notizia è arrivata direttamente dal Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità di Roma, con una nota emessa dal direttore generale, Giuseppe Cacciapuoti: i lavori di ristrutturazione sono quasi finiti e termineranno il prossimo 28 febbraio quando l’Istituto penale per minorenni potrà tornare finalmente a pieno regime.
“Quello che a noi principalmente interessa è che, una volta riattivato, il penitenziario minorile trevigiano sia stato adeguatamente ristrutturato - ha commentato il segretario generale del sindacato di polizia Sappe, Donato Capece - tanto in termini di sicurezza per il personale operante, in primis quello di Polizia Penitenziaria, quanto in rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti in favore dei ristretti”.
Non è l’unica richiesta che il sindacato ha rivolto all’amministrazione carceraria che potrebbe peraltro decidere la chiusura definitiva della struttura, a beneficio del minorile di Rovigo. “Servono poliziotti e regole d’ingaggio chiare, tecnologia e formazione per chi sta in prima linea nelle Sezioni, strumenti di difesa e contrasto delle violenze - conclude Capece - Nell’ultimo periodo diversi detenuti delle carceri minorili provocano con strafottenza, modi inurbani e arroganza i poliziotti penitenziari, creando sempre situazioni di grande tensione.
Per questo ci stupiamo di chi si meraviglia se chiediamo una revisione della legge che consente la detenzione fino ai 25 anni di età nelle strutture per minori”. Il 2022 è stato un annus horribilis per le strutture detentive del capoluogo: oltre alla rivolta al minorile, nella casa circondariale non sono mancate aggressioni, episodi di violenza, proteste dei detenuti e anche una clamorosa evasione.










