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Corriere del Veneto, 21 giugno 2023

L’ente che si occupa di pene alternative conta 14 persone per 3 mila pratiche all’anno. Appena 14 tra assistenti sociali e agenti di polizia penitenziaria a gestire una mole di lavoro che nei primi sei mesi del 2023 si è già attestato a quota 1.550 pratiche istruite relative a detenuti in carcere o in comunità, condannati o imputati, che si avviano a pene alternative al carcere o a progetti di giustizia riparativa.

In questi mesi “la tempesta perfetta” dell’introduzione della riforma Cartabia dell’accorpamento dell’ufficio di Belluno (che aggraverà il lavoro con ulteriori 350 casi a semestre) con quello di Treviso che ha sede in via Riviera Margherita, rischia di mettere letteralmente al collasso l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Treviso, per cui è previsto al massimo un rinforzo di un paio di operatori. Per questo ieri mattina i lavoratori della sede trevigiana, così come a Padova e Venezia, hanno incrociato le braccia. “Mancano delle figure della funzione amministrativa, chi legge la posta, chi la spedisce, a chi gestisce le paghe, le malattie del personale. Se manca questo tipo di personale tutto si paralizza” ha spiegato la direttrice dell’ufficio, Monia De Paoli.

“Stante la carenza di organico e la carenza di mezzi per lavorare, dai telefoni, alle linee telefoniche, ai pc, alle stesse scrivanie, le sedie, la carta e quant’altro - ha sottolineato Paola Pontarollo, Rsu della Uepe di Treviso - questo ufficio non potrà più rispondere adeguatamente alle esigenze della cittadinanza cui si rivolge e ai tempi con cui la magistratura ci chiede di rispondere alle situazioni penali con cui lavoriamo.

Saremo costretti ad incidere sulla qualità dell’intervento e ad ampliare le tempistiche, mettendo in difficoltà anche l’autorità giudiziaria”. Marta Casarin, segretaria della Fp della Cgil di Treviso, ha parlato, durante il presidio che si è svolto in mattinata all’esterno della sede di via Riviera Margherita di “collasso generale dello Stato”. Quello dell’ufficio esecuzioni penali è solo l’ultimo caso segnalato di pesanti carenze organiche nella pubblica amministrazione dopo il caso del carcere minorile, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate.