di Eleonora Pavan
Il Gazzettino, 17 novembre 2024
La libreria Giunti e alcuni privati cittadini hanno consegnato circa 40 libri. Importanti anche gli incontri con gli atleti della nazionale olimpica: hanno condiviso con i ragazzi storie di riscatto. Da una parte c’è stata la conclusione dell’attività fatta in collaborazione con l’Associazione nazionale atleti olimpici e Azzurri d’Italia di Treviso, che una volta alla settimana per tutto l’anno hanno condotto degli incontri per trasmettere i valori dello sport ai ragazzi e farli fare attività pratica. Dall’altra, c’è l’inaugurazione di una nuova biblioteca all’interno della struttura, con una quarantina di libri messi a disposizione dalla libreria Giunti e donati da privati per incentivare i ragazzi alla lettura.
Il valore della lettura - È di queste due iniziative che si è fatto il punto ieri mattina al carcere minorile di Santa Bona durante l’inaugurazione della nuova biblioteca e videoteca. “In carcere si legge tanto - ha sottolineato il direttore Girolamo Monaco - e si scrive. Parte dei libri che ci sono stati donati la distribuiremo ai ragazzi, così che li possano leggere individualmente e collettivamente. Poi li discuteremo assieme. È una gioia sentire un ragazzo che ti dice che per la prima volta in vita sua ha finito di leggere un libro. Portiamo avanti anche percorsi di alfabetizzazione per coloro che praticamente non conoscono l’italiano”. “Abbiamo selezionato i testi in base al tema, quindi sopratutto sport, ma anche narrativa e manga, per fare in modo che possano interessare i ragazzi, e anche in base all’età - ha spiegato Sara Bottari della Giunti - Sono anni che portiamo avanti questa iniziativa - “Aiutaci a crescere, regalaci un libro” - con gli ospedali. Questa è la prima volta che la portiamo in carcere”.
L’esempio dello sport - Per quanto riguarda, invece, l’attività con gli atleti azzurri: “Hanno insegnato ai ragazzi non solo i valori dello sport, ma anche come lo sport abbia cambiato loro la vita. Hanno mostrato tanti esempi di riscatto sociale e di superamento delle difficoltà. Hanno fatto capire ai ragazzi come sia possibile rialzarsi dopo una caduta”. “Pensavamo di venire qui ad aiutare, ma siamo stati noi ad essere stati aiutati da loro - ha commentato il presidente dell’associazione, Bruno Cipolla - I social non ci raccontano del disagio che questi ragazzi sopportano e hanno sopportato. Noi, come generazione di genitori, non li abbiamo saputi educare: oggi siamo qui a riparare. Spero che a tutti voi ragazzi lo sport possa aprire la porta giusta”. Presenti all’inaugurazione anche gli avvocati Barbara Vidotto e Matteo Moretto, che hanno parlato della funzione rieducativa della pena e, in rappresentanza del Comune, l’assessore alle Politiche giovanili Gloria Sernagiotto e il consigliere Luigi Caldato, che ha ribadito: “Voi sarete il fulcro della nostra società. Abbiamo bisogno di voi, perciò dovete trovare la forza di lottare e di reintegrarvi fuori da qui”. I ragazzi dell’istituto stanno partecipando anche ad altre iniziative come costruire cartoni per panettoni per una ong che opera in Bolivia o concorrere (e vincere) a concorsi di scrittura.










