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di Giuliano Pavan

Il Gazzettino, 13 aprile 2022

L’incendio scoppiato durante la rivolta al carcere minorile di Santa Bona. Erano circa una decina. Si sono barricati all’interno di un’ala del carcere minorile di Santa Bona. E poi, come segno di protesta per il vitto all’interno della casa circondariale, hanno dato alle fiamme alcuni materassi.

Una vera e propria rivolta quella andata in scena ieri sera, martedì 12 aprile, poco prima delle 21, nella struttura di detenzione per i minorenni di Treviso, punto di riferimento per l’intero Nordest. I contorni della vicenda non sono ancora chiari, come non è chiaro se ci sia stato un capopopolo a guidare la sommossa. Di certo le fiamme e il fumo che si sono sprigionati all’interno del minorile erano visibili a centinaia di metri di distanza. Tanto che tutto il quartiere si è allarmato, anche per la presenza massiccia di mezzi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.

Un’ambulanza, intervenuta su chiamata della questura di Treviso alle 21.05, ha stazionato all’esterno del minorile per circa un’ora. Poi è tornata vuota all’ospedale Ca’ Foncello. Segno che nessuno dei ragazzi ospitati nella struttura ha avuto bisogno di cure. Ed è l’unica nota positiva di una serata che avrebbe potuto avere dei risvolti molto più tragici. Nel piazzale anche alcune volanti della polizia, in azione di supporto.

Dentro, invece, gli agenti della polizia penitenziaria, coordinati dalla direttrice Mariavittoria Fattori, hanno gestito la situazione sedando la rivolta e riportando la calma tra i giovani detenuti. Fondamentale è stato però l’intervento dei vigili del fuoco. Una squadra giunta dal vicino comando di via Santa Barbara è entrata al primo piano nell’ala occupata dai rivoltosi, facendo breccia in una porta per portarli fuori sani e salvi, mentre il fumo usciva denso dalle finestre sbarrate del minorile. Nella concitazione del momento uno degli agenti della penitenziaria è rimasto contuso: per lui qualche giorno di prognosi dopo un controllo nell’infermeria della casa circondariale.

L’intera ala interessata dalla rivolta è stata dichiarata inagibile dopo che i vigili del fuoco hanno avuto ragione delle fiamme. Questa mattina verrà effettuato un ulteriore sopralluogo per quantificare i danni e verificare che la struttura non sia a rischio cedimento. Poi verranno fatte tutte le valutazioni del caso, comprese le denunce a livello penale una volta individuati i ruoli e le responsabilità. La scena a cui si sono trovati davanti i pompieri e gli agenti della polizia penitenziaria parla di una devastazione totale dell’area.

Oltre alle pareti annerite dal fumo, i giovani detenuti non si sono limitati a dar fuoco ai materassi, ma hanno distrutto tutto quello che hanno avuto a tiro, gettandolo poi nel fuoco e alimentando dunque il rogo. Non avevano però calcolato che quelle azioni potevano costare care: quando il fumo ha completamente invaso l’ala, se non fossero intervenuti subito gli agenti in servizio assieme ai vigili del fuoco i rivoltosi sarebbero stati in trappola, rischiando non solo di intossicarsi o ustionarsi ma addirittura la vita. La sezione adulti della casa circondariale di Santa Bona non ha avuto alcun danno, e i detenuti non sono nemmeno stati spostati dalle loro celle. Poco dopo le 23 l’intervento si è chiuso.