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di Denis Barea

Corriere del Veneto, 20 luglio 2023

“Rispetta la nuova visione per minorenni”. Ma i sindacati: “Rinviare l’apertura”. Dopo una chiusura forzata di oltre un anno il penitenziario minorile di Santa Bona riapre lunedì prossimo. La struttura era stata chiusa dopo alcune rivolte scatenate da detenuti nell’aprile del 2022, diventando in gran parte inservibile a causa di un incendio appiccato dai più facinorosi.

Ora a fronte di una capienza di 12 posti, ne saranno utilizzati dieci per aumentare lo spazio pro capite. “La nuova visione del trattamento dei detenuti soprattutto minori - spiega il leghista Andrea Ostellari, sottosegretario alla giustizia - punta ad assicurare educazione, formazione e lavoro. Insegnare oggi una professione a un detenuto minorenne, significa domani avere un criminale maggiorenne in meno. Lo dicono i dati: il 98% dei carcerati che affrontano un percorso lavorativo poi smettono di delinquere”.

Tornano quindi a Treviso i ragazzi che erano stati spostati nel carcere di Airola, in provincia di Benevento, e in quello napoletano di Nisida proprio in seguito alla sommossa scoppiata nella primavera dell’anno scorso. Il penitenziario, dove sono stati richiamati in servizio tutti gli agenti che vi erano originariamente impiegati, diventerà l’unico centro di detenzione per minori in Veneto in attesa che entro la fine del 2024 apra la nuova struttura di Rovigo nello stabile (rinnovato e modernizzato) del vecchio carcere per adulti. A quel punto Treviso si trasformerà in un centro di prima accoglienza per chi si trova in attesa di giudizio.

Il carcere minorile di Treviso è stato però l’altro ieri oggetto di una visita da parte di una delegazione della Funzione Pubblica della Cgil di Treviso, che, in vista dell’apertura, non ha mancato di segnalare alcune criticità. “L’unico accesso alla sezione detentiva - spiega una nota del sindacato - risulta essere angusto e non consente di accedere in sicurezza in caso di necessità con proprie attrezzature di soccorso nella sezione di pronto intervento e d’aiuto. In caso di emergenza abbiamo notato che l’entrata e l’uscita dalla sezione detentiva, al percorso d’uscita, presenta una larghezza non conforme ai parametri stabiliti dalla Legge”.

In realtà l’accesso alla sezione detentiva non è stato oggetto di ristrutturazione ed è lo stesso che era stato approvato prima dei lavori. Per i sindacati però mancherebbero le certificazioni dell’impianto antincendio e di quello elettrico. “Non si conoscono le modalità di certificazione da parte di chi li ha installati e se i lavori sono stati eseguiti correttamente utilizzando materiali certificati come previsto dalle norme”.

Per questo, i sindacati hanno inviato una nota all’amministrazione della giustizia minorile di Treviso chiedendo di rinviare l’apertura del penitenziario e rinviare il trasferimento del personale carcerario in attesa della messa in sicurezza della struttura. “Non si può procedere senza prima garantire la sicurezza di tutte le persone che lavorano all’interno della struttura come anche dei detenuti minorenni - conclude la Fp Cgil abbiamo diffidato l’amministrazione della giustizia minorile nel caso in cui non provveda a mettere in sicurezza i locali”.