di Elena Dal Forno
Corriere del Veneto, 2 marzo 2025
La denuncia del Pd e di Ntc dopo la vista alla struttura di Treviso: “Va chiusa”. Venticinque detenuti contro una capienza massima di dodici. Un sovraffollamento del 200%, con tutte le conseguenze che ne derivano dal punto di vista sociale, igienico e sanitario. È questa la drammatica fotografia del carcere minorile di Treviso, uno degli istituti penitenziari per minori più inadeguati d’Italia, di recente visitato da una delegazione di esponenti del Partito Democratico e dell’associazione Nessuno Tocchi Caino. La struttura, che accoglie giovani detenuti provenienti anche da Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, versa in condizioni inaccettabili, con spazi angusti, servizi igienici fatiscenti e pochissime possibilità di socializzazione e formazione.
“Definire bagno quello che ho visto è un eufemismo ha commentato l’europarlamentare Alessandra Moretti dopo la visita -. I ragazzi si lavano su una grata posizionata sopra una turca, con turni rigidamente stabiliti per le docce. Un’immagine che da sola descrive il degrado in cui questi giovani,alcuni appena quindicenni, sono costretti a vivere”. Il sovraffollamento, però, è solo uno degli aspetti di una realtà che sembra tradire ogni finalità rieducativa. I pochi spazi dedicati alla didattica sono insufficienti: una sola stanza, buia e inadatta, dove si svolgono le attività scolastiche. Anche le opportunità di praticare sport sono minime. Solo da poco è stato riaperto il campo da calcio, chiuso per un anno e mezzo per lavori di manutenzione e ora condiviso con il carcere per adulti. Prima di allora, l’unico passatempo disponibile era qualche partita a biliardino o a ping pong. “Siamo di fronte a una situazione che genera malessere, smarrimento e impotenza - ha aggiunto la consigliera comunale Carlotta Bazza”.
Le testimonianze raccolte parlano di giovani costretti a dormire su materassi a terra per mancanza di letti, in spazi inadeguati e promiscui, dove convivono minorenni, giovani adulti fino a 25 anni e detenuti in attesa di condanna e già connunciato dannati. Nel 2013, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva già condannato l’Italia per situazioni analoghe. “Eppure - ha denunciato Elisabetta Zamparutti di Nessuno Tocchi Caino - il nostro Paese continua a violare i diritti fondamentali, rischiando una nuova condanna”. Due anni fa era stato presentato anche un esposto per chiedere la chiusura dell’istituto di Treviso per gravi carenze di sicurezza e per il mancato rispetto delle norme antincendio. “Il carcere non rispetta le leggi e va chiuso.
Ma stiamo ancora aspettando risposta” ha deLuca Bosio, delegato della Funzione Pubblica Cgil. In questo contesto di degrado e illegalità, l’impegno del personale e della nuova direttrice Barbara Fontana diventa una battaglia controvento. “La detenzione non può essere solo reclusione - ha spiegato Fontana - il nostro focus è la rieducazione. Collaboriamo con varie associazioni per laboratori e percorsi scolastici, ma il turn over altissimo dei ragazzi rende tutto più difficile”. Eppure, una possibile soluzione ci sarebbe già. Da anni si attende l’apertura del nuovo carcere minorile di Rovigo, che dovrebbe nascere dalla ristrutturazione dell’ex casa circondariale. Un progetto che potrebbe alleviare il sovraffollamento di Treviso e garantire ai giovani detenuti condizioni di vita dignitose, ma che resta bloccato da continui rinvii e lentezze burocratiche. “L’inadeguatezza delle carceri minorili italiane non è più tollerabile. Il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena non può rimanere una dichiarazione astratta, ma deve tradursi in strutture e percorsi concreti” concludono gli esponenti del Pd e di Nessuno Tocchi Caino.











