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di Francesco Viviani

triesteallnews.it, 10 giugno 2026

Un appello per affrontare con urgenza il problema del sovraffollamento carcerario e realizzare un nuovo istituto penitenziario a Trieste arriva dal Garante regionale dei diritti della persona del Friuli Venezia Giulia, Enrico Sbriglia, dopo una visita compiuta in occasione della celebrazione del Corpus Domini nella casa circondariale “Comandante Ernesto Mari”, conosciuta come Coroneo. Sbriglia ha partecipato alla funzione religiosa officiata dal vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, nella cappella dell’istituto. Presenti anche il direttore della Caritas diocesana, padre Giovanni La Manna, padre Silvio Alaimo, storico cappellano del carcere, due giovani sacerdoti e il comandante della struttura, Guido Tipaldi.

Nel corso della visita il Garante ha incontrato numerosi detenuti, raccogliendo testimonianze sulle condizioni di vita all’interno della struttura. Secondo quanto riferito, nell’istituto sono attualmente presenti 249 detenuti a fronte di una capienza di circa 150 posti, ulteriormente ridotta dall’inagibilità di alcune aree. Tra le principali criticità segnalate dai ristretti figurano il sovraffollamento, la promiscuità nelle celle, le condizioni igieniche e la presenza di infestazioni di cimici da letto. I detenuti hanno inoltre evidenziato la carenza di opportunità lavorative, considerate uno strumento fondamentale per il reinserimento sociale e per il sostegno alle rispettive famiglie.

Sbriglia riferisce anche di aver ricevuto una petizione sottoscritta da diversi detenuti, nella quale vengono denunciate le condizioni di detenzione e viene richiamata l’applicazione delle misure compensative previste dall’articolo 35-ter dell’Ordinamento penitenziario per i casi di trattamento inumano o degradante. Nel suo intervento il Garante sottolinea la necessità di avviare una riflessione sul futuro del sistema penitenziario triestino. “Spero davvero che questa regione si ponga seriamente il problema del sovraffollamento detentivo e del bisogno civile e umano, non più rinviabile, di favorire la realizzazione di un nuovo istituto penitenziario a Trieste”, afferma. Secondo Sbriglia, la nuova struttura dovrebbe garantire condizioni dignitose sia alle persone detenute sia agli operatori penitenziari, favorendo percorsi di formazione, lavoro e reinserimento sociale. “In caso contrario - conclude - avremo perso tutti”.