di Nicolò Giraldi
triesteprima.it, 17 luglio 2024
L’indagine della procura punta a chiarire cosa è avvenuto lo scorso 11 luglio e ad appurare eventuali responsabilità relative al decesso di Zdenko Ferjancic, lo sloveno di 48 anni trovato morto all’interno della sua cella il giorno dopo la rivolta. Ma se da un lato la direzione “per rispetto delle indagini” non rilascia dichiarazioni, dall’altro lato si apprende che ci sarebbero stati diversi controlli, con ogni probabilità per individuare i farmaci e alcuni bisturi che potrebbero esser spariti dopo il saccheggio dell’infermeria.
Il silenzio dopo la rivolta. In questi giorni il Coroneo sembra avvolto da una apparente calma, eppure negli edifici dell’omonima via di movimento ce n’è. La procura vuole fare luce e appurare le responsabilità in merito all’episodio che ha gettato nel caos la casa circondariale Erntesto Mari, con un detenuto trovato morto all’interno della sua cella e una sfilza di malori causati dal presunto abuso di farmaci scaturiti dopo il saccheggio dell’infermeria. Dopo la rivolta, tra le cui motivazioni trova spazio anche il sovraffollamento e il gran caldo di questi giorni - ma non solo -, sono stati consegnati numerosi ventilatori, così da attutire l’impatto delle roventi temperature della struttura. Ma ci sarebbe anche altro, a dire il vero.
No comment da parte della direzione - Il direttore del carcere, Graziano Puja, contattato telefonicamente dalla redazione, ha chiarito che “nel rispetto delle indagini in corso non vengono rilasciate dichiarazioni”. La richiesta di informazioni era relativa ad un presunto blitz, che sarebbe avvenuto nella mattinata di oggi 16 luglio, per dare corso ad una raffica di perquisizioni all’interno delle celle. Sono molte le terapie sparite durante l’assalto all’infermeria che, con ogni probabilità, hanno innescato la lista di malori tra detenuti. Una overdose sarebbe stata accertata già durante la serata della rivolta. Da fonti interne si apprende che i controlli nelle celle sarebbero da ascrivere a “ordinaria amministrazione”, ma è possibile che non tutto ciò che è sparito dall’infermeria lo scorso 11 luglio (voci parlano anche del rischio che siano spariti alcuni bisturi) sia stato poi ritrovato.
Il senso di libertà, che così non è - Nel frattempo la procura va avanti con l’indagine volta ad accertare anche la morte di Zdenko Ferjancic, il quarantottenne sloveno trovato senza vita nella sua cella il giorno dopo la rivolta. Stando a quanto riportato dalla Rai del Friuli Venezia Giulia, attraverso i suoi legali la moglie del detenuto morto ha presentato un esposto in procura. Ieri è stata effettuata l’autopsia sul cadavere, per chiarire le cause del decesso. I legali di Zdenko, Alice e Paolo Bevilacqua, per lui avevano tentato la via della custodia domiciliare, nella sua abitazione di Nova Gorica (in Slovenia), ma non era stata concessa. Infine, sul tavolo della procura approderanno una serie di relazioni preparate dalle forze di polizie e non solo che, la sera di cinque giorni fa, erano state allertate per una maxi emergenza. Tutte informazioni che serviranno a precisare quanto avvenuto tra quelle mura, da dove si vedono gli alberi che danno ai detenuti quel senso di libertà, “anche se così non è”.










